The Dentist
Oggi sono andato dal dentista per un’otturazione. Il mio dentista si chiama Sanpietròli, anche se io lo chiamo Sanpiètroli. Se tu sposti l’accento nel cognome di una persona, è come se sposti il baricentro della sua identità. Sanpietròli, ogni volta che lo chiamo Sanpiètroli, barcolla.
Comunque. Lo conosco da una vita, abbiamo fatto le scuole medie insieme, e alle medie eravamo usi farci una serie di scherzetti goliardici. Questa abitudine è rimasta nel tempo, così quando sono giù di morale, mi faccio venire una carie e lo vado a trovare. Ogni volta ci facciamo delle gran risate.
Eccomi nella poltroncina del dentista, mentre lui si sporge nella mia bocca.
Non appena si avvicina, gli tiro un’alitata in faccia. Sanpietròli si allontana di scatto, come scaraventato lontano dallo spostamento d’aria di un’esplosione.
Scoppio a ridere. Stamattina, per fargli uno scherzo, invece di lavarmi i denti ho fatto i gargarismi con una fialetta puzzolente, di quelle di Carnevale, che ho comprato a metà prezzo perché Carnevale è finito.
- Lo usa mai il filo interdentale? (anche se ci conosciamo da una vita, ci diamo del Lei)
- Una hoglia a hettihaha.
- Come?
- Una volta a settimana, dico deglutendo saliva e sangue.
- Troppo poco. Le fa male se tocco qui?
- Ahio.
- Bene. Risciacqui pure.
Prendo acqua dal bicchierino di carta e sputo nella piccola sputacchiera ovale adibita a tale scopo.
-Apra. Se sente male, me lo dica.
- Glì.
Lo sento ravanare con un frullino e un altro attrezzo nei pressi di una gengiva.
- Qui il tartaro si è sedimentato. Non riesco a staccarlo. Vediamo se così ci riesco – e di colpo mi sputa in bocca.
Preso da un conato mi tiro su e vomito nella sputacchiera.
- Bene. Vòmiti pure.
- Sì, dottore.
Mi risciacquo la bocca, ma invece di sputare nella sputacchiera, gli spruzzo tutto quello che ho in bocca in faccia. Dopo un attimo di scoramento, scoppiamo tutti e due a ridere a crepapelle.
Alla fine della seduta, io ho la faccia ricoperta di pezzetti di carie e di saliva rappresa, mentre Sanpietròli ha un lungo filo di bava e sangue che gli cola dal lobo dell’orecchio sinistro.
- Ci rivediamo tra sei mesi per il controllo.
- Ok, dottore. Quanto le devo per oggi?
- Ne parli con la mia segretaria. Comunque sono 250 euro.
- Però. Niente male. E se mi rifiutassi di pagare?
- Nell’otturazione che ho appena eseguito, le ho installato una piccola capsula di cianuro, a sua insaputa, che comincerà a rilasciare lentamente la sostanza tossica a partire da... adesso. Se non paga, non gliela rimuovo, e lei nel giro di poche ore sarà morto.
Scoppiamo a ridere, le lacrime ci rigano il volto.




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