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Archivio Giugno 2004

Ascensione, eversione, collusione

by blogghino (30/06/2004 - 09:15)

Entro nell’ascensore, mi giro verso l’uscita.

Quando le porte stanno per chiudersi automaticamente, una mano e un piede ne interrompono la chiusura e un corpo di donna sconosciuta si intrufola trafelato nel cubicolo ascensoriale. Mi immedesimo in un portaombrelli.

- A che piano, signora?

- Terzo, grazie.

Schiaccio il pulsante numero tre, poi il numero quattro, che identifica il quarto piano, dove abito io. La signora guarda fisso davanti a sé. Io perfeziono il mio profilo da portaombrelli. L’ascensore si ferma al terzo piano e la signora esce.

- Buonasera.

- Buonasera.

Eppure sono convinto che uscendo mi ha guardato con la coda dell’occhio. Le porte si chiudono e l’ascensore riprende a salire. Si ferma al quarto piano, esco. Mi avvicino alla porta di casa, e in unico liquido movimento estraggo la chiave di casa dalla tasca e cerco di infilarla nella serratura al primo colpo. Macché. Rimetto la mano con la chiave in tasca e ritento. Niente. Ritento. Ritento. Ritento. Ritento. Ritento. Ritento. Ritento. Rumore di passi alle mie spalle, qualcuno che sale le scale. È la donna del terzo piano. Per un attimo mi guarda terrorizzata. Fruga nella sua borsetta con gesti nervosi.

- Ehi, ma lei –

Estrae una chiave e con un unico gesto la infila al primo colpo nella serratura della porta dell’appartamento di fronte al mio.

- Ma lei non abita al terzo piano? Perché è scesa al terzo piano?

- Buonasera, buonasera.

- Aspetti, come ha fatto?

- A far cosa?

- A infilare la chiave al primo colpo, mi faccia vedere.

- No, mi scusi, arrivederci, ho fretta.

- Aspetti!

- Mi lasci in pace, tolga il piede... oh, non così, oh.

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Vasi comunicanti, umani no

by blogghino (28/06/2004 - 15:19)

L’altra notte al Reparto Entropia è successa una cosa strana. Dopo aver sostituito il database del l’indirizzario dei clienti con l’elenco degli abbonati Telecom di Vigevano, avevo deciso di prendermi una pausa. Ero nella saletta bar a bere il mio 12 (caffè d’orzo), quando ho sentito il rumore come di un rigurgito. Mi sono girato e ho notato, con un certo orrore, che il livello dell’acqua nel boccione stava salendo lentamente. È salita di uno, due centimetri, poi si è fermata. Sconvolto sono andato a parlarne con Penelope 3. Penelope 3 stava appiccicando una chewing gum alla cornetta del telefono dell’amministratore delegato, dopo averla masticata dieci minuti con grande abnegazione. Gli ho raccontato il fatto e lui senza scomporsi mi ha seguito nella saletta bar. Ha fissato il boccione dell’acqua, quindi ha estratto un bicchierino di plastica e si è erogato dell’acqua dal distributore, facendo scendere il livello dell’acqua di mezzo centimetro, e generando un piccolo gorgoglio. Poi, ammiccando, ha misteriosamente detto “in questo momento, in qualche ufficio dell’Australia, l’acqua del boccione sarà salita di mezzo centimetro”. Secondo la teoria di Penelope 3, ogni boccione presente nell’emisfero boreale del pianeta è collegato con un boccione corrispondente nell’emisfero australe, secondo il principio dei vasi comunicanti. Quindi, se qualcuno usa l’erogatore, l’acqua che esce da quel boccione confluisce direttamente nel boccione corrispondente, e viceversa. “M scusa” ho chiesto allora a Penelope 3 “se l’acqua passa da questo boccione a un boccione in Australia, da dove arriva l’acqua che esce dall’erogatore?”

“E io che ne so?”

“E questa che risposta è?”

“E la tua che domanda è?”

“Ehi, per caso stai giocando a ‘Rispondi-alle-domande-con-un’altra-domanda’?”

“Secondo te?”

Penelope 3 ha imparato la pratica di ‘Rispondi-alle-domande-con-un’altra-domanda’ ai tempi in cui, prima di finire in disgrazia e venire trasferito al Reparto Entropia, lavorava al Reparto Comunicazione. Durante un master, gli avevano insegnato la strategia del ‘Rispondi-alle-domande-con-un’altra-domanda’, ottima per cavarsela e uscire vincenti nelle situazioni-limite. Per lui era diventato quasi un gioco accademico, per cui poteva portare avanti ore e ore di discussione senza mai effettivamente rispondere alle domande. Ecco la discussione in seguito alla quale era stato cacciato dal capufficio e trasferito al Reparto Entropia:

“Hai richiamato l’addetto stampa della Provincia per quel comunicato sulla fuga di gas nocivo dal deposito n. 450 della Clebbino Bioèbello?”

“Perché, mi ha cercato?”

“Non lo hai richiamato?”

“Dovevo?”

“Senti, ultimamente il tuo rendimento sul lavoro è decisamente calato, eppure il tuo stipendio equivale ad almeno dieci mensilità O. P.*”

“Se ne è accorto anche lei?”

“Ehi, mi stai prendendo per il culo?”

“Che cosa glielo fa pensare?”

“Che ne pensi se ti faccio licenziare?”

“Lei non parla sul serio, vero?”

Il giorno dopo fu trasferito qua.

“Ancora mi chiedo chi te lo ha fatto fare, Penelope 3”

“Tu che ne pensi?”

“Ah, vaffanculo”

“E se invece ci andassi tu?”

 

 

 

*Operaio Povero

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Regola Numero Due

by blogghino (24/06/2004 - 18:17)

Tempo fa ho comprato il Corso di Galateo Clebbino e, anche se con un po' di difficoltà, sono riuscito a rispettare per un giorno intero la Regola Numero Uno. Poi ad essere sincero mi sono dimenticato il libro sotto al letto e per un po' di giorni ho lasciato perdere questa cosa del galateo. La mia ragazza non mi ha ancora richiamato ma sono sicuro che lo farà non appena sarò un po' migliorato, mi ha lasciato perchè ero una bestia e allora ieri credevo proprio di aver bisogno di riprendere in mano il manuale Clebbino e andare avanti con la lettura.

La Regola Numero Due del Corso di Galateo Clebbino dice :
2) Sii sempre gentile con gli altri. Un sorriso o un favore ti costano davvero poco, non credi?

Così verso le 11 di sera sono uscito di casa con il manuale sottobraccio ed ho preso il bus che diocane c'erano anche stavolta dei pezzi di fica che non posso raccontare per via della Regola Numero Uno. Mi sono seduto e ho iniziato a mangiare il mio Leccalacca Clebbino, pensando ai fatti miei come al solito. Ad un certo punto ho visto una signora sui 50 anni che stava in piedi e ricordando quello che ho letto sul Corso di Galateo Clebbino mi sono alzato e le ho detto "Signora, vuol sedersi al mio posto?" ma forse non ho usato l'accento giusto, o la pronuncia non era corretta, perchè la signora invece che ringraziarmi e sedersi mi ha preso a borsate in faccia urlando che non era così vecchia, che ero uno screanzato e che il Leccalacca potevo infilarmelo "in tasca" (giuro, ha detto proprio "in tasca", forse anche lei ha letto il manuale). Insomma mi sono sentito a disagio e sono sceso dal bus, ma non era la mia solita fermata e in pratica mi ero perso appena ero sceso. Si era fatta mezzanotte e mentre passeggiavo un po' stordito dalle luci ho iniziato a vedere un sacco di signorine che aspettavano l'autobus, una ogni 10-15 metri.

"Avranno paura che non si fermi il bus" mi sono detto, e ho continuato a camminare. Sorridevano tutte, allora mi sono ricordato la seconda parte della Regola Numero Due e ho sorriso anche io, senza mai smettere di camminare. A un certo punto un'automobile si è fermata accanto al marciapiede e una ragazza molto carina è uscita in fretta dalla portiera facendo cadere uno strano oggetto di gomma. L'ho raccolto e l'ho seguita incerto sul da farsi, poi ho preso un po' di coraggio e l'ho chiamata.

"Scusa, hai perso questo!"

La ragazza si è voltata, è venuta verso di me e quando ha visto quel coso di gomma ha iniziato a ridere. Lo ha preso e lo ha gettato via, poi mi ha detto

"Da quanto tempo non te ne fai una?"

Io le ho risposto che non fumo sigarette da tempo, e lei si è messa a ridere. Poi mi ha spinto in un parcheggio e mi ha fatto una sega con la bocca. Credo di essermi innamorato.

"Ma come ti chiami?" le ho chiesto, mentre le offrivo un rivolo di Pasta Tergisperma Clebbino.

"Perchè me lo chiedi? Che t'interessa?"

"Bho, così, per sapere..."

"Mi chiamo Armenia. Tu?"

"Wendell, ma mi chiamano tutti Bud. Sai mica da che parte è il Lotto Urbano Clebbino n.114?"

"Da quella parte, vieni che ti accompagno. Anche io abito lì, strano che non ci siamo mai visti"

"Forse, qualche volta, in ascensore?"

Poi la conversazione è finita ma comunque credo che il Corso di Galateo Clebbino mi stia portando i suoi frutti, a parte la signora sull'autobus.

Ing. Bud White

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Turbamenti e sospiri nell'avvolgente magia del Dolby Surround

by blogghino (24/06/2004 - 10:44)

Da qualche giorno Armenia non si fa più viva, ho provato a telefonarle ma il suo cellulare è sempre staccato, sono anche passato a casa sua ma al citofono non risponde mai nessuno, ma magari non è perché non c’è nessuno davvero, magari lei c’è ma non vuole aprirmi. Dev’esserci qualcosa che non va: forse il padre, che è uno dei dirigenti della Clebbino, ha scoperto che sua figlia se la fa con un teppistello che campa consegnando le pizze di RapidoPizza, uno che non è neanche laureato, uno scandalo!

O magari è Armenia che si fa degli scrupoli, forse si è messa in testa che non sono alla sua altezza e cazzate simili, quand’è così non ci metto molto a spaccarle la faccia. Le spacco la faccia, anche se non ho mai torto un capello a nessuno in vita mia, le spacco la faccia ma il corpo non glielo tocco, potrei riempirla di lividi ma non la tocco, per farle vedere che dopotutto sono un signore, che non si giudicano le persone dal lavoro che fanno o dal livello d’istruzione raggiunto. Ci sono molteplici ragioni per cui uno non completa gli studi, può trattarsi di problemi economici o familiari, non tutti hanno la fortuna di essere figli di un dirigente della Clebbino. Io (per esempio) mio padre è ingegnere, e se mi iscrivevo a ingegneria poi avrei potuto lavorare nel suo studio, avrei posseduto pure io una Bmw Z3 Roadster e l’home theatre con il quale guardare a casa i film in cui la trama non conta un cazzo ma sono pieni di suoni home theatre e colori home theatre per dar modo a quelli che a casa hanno l’home theatre “senti che suono, senti che roba, è il dolby surround bellezza”, e scopare così la fica di turno immersi nell’avvolgente abbraccio del dolby surround. Ma mica succede niente poi nel film, solo un gran casino e delle scene spettacolari, i protagonisti fanno mille capriole saltando da una macchina in corsa a un treno che precipita giù in una scarpata, sparano una raffica di mitra e poi ti guardano ammiccanti dallo schermo, come per dire: “sentito che roba, uh? È il dolby surround, bellezza. Se vuoi lo rifacciamo”. Invece no, non sono andato a studiare ingegneria, sono stato bocciato tre volte al liceo e poi ho mollato e ora eccomi qua a consegnare le pizze per RapidoPizza.

Ho chiesto a Bilal Fefeni, l’addetto alle pulizie del cesso in pizzeria, come fare per ricontattare Armenia. Lui impugnando il mocio manco fosse il bastone di Mosè e lui Mosè, ha detto: mandale sms! Mandale sms di amore!

Secondo me era un’idea stupida, ma poi mi sono detto perché no, nella vita ogni tanto bisognerebbe sempre dirsi perché no.

Solo che non mi veniva l’ispirazione e allora sono andato su www.tvbsms.com, e lì ho copiato un sms d’amore, questo:

 

Ho incontrato un angelo e gli ho chiesto d vegliare su di te. Dopo un po' è tornato e mi ha chiesto: 'Come fà un angelo a vegliare su un altro angelo??'

 

Spero che ad Armenia piaccia. Dopo ho aspettato tutta la serata a casa una risposta, ma niente, forse ha esaurito il credito. Per combattere l’angoscia ho messo nello stereo la cassetta pulisci-testine, per pulire le testine, ho schiacciato play e ho alzato il volume al massimo e ho passato la serata ad ascoltare il fruscio della cassetta pulisci-testine.

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Giuseppe Incaricato intervista Giovanni Trapattoni

by blogghino (23/06/2004 - 11:39)


Stamattina davanti all'albergo dove alloggia la nazionale c'era la solita ressa di giornalisti, curiosi e commercianti (che protestavano come sempre), ma il vostro sempre fedele Giuseppe Incaricato ha ingoiato due Pasticche Dai-mò Clebbino e, infilandosi dentro un tombino e percorrendo le vie dell'amore suburbano, è riuscito a raggiungere il commissario tecnico della nazionale all'interno dell'hotel.

Sono arrivato alla stanza numero 118 e ho bussato alla porta.

Incaricato : Signor Trapattoni, è permesso?

Trapattoni : - SILENZIO -

Inc. : So benissimo che è lì dentro, su. Mi faccia entrare, per favore.

Trap. : Mi lasci solo con il mio dolore. Se ne vada.

Col cazzo. Col cazzo, mi sono detto. I lettori del Clebbino Sport Magazine lo vogliono! Una Pasticca Resurrezione e ho sfondato la porta con un rutto.

Inc. : E allora?

Trap. : Con lei in difesa avremmo vinto, ieri sera.

Inc. : Ma mister, ieri sera l'Italia HA vinto. Non se lo ricorda?

Trap. : Cosa? Ma allora siamo ai quarti! Che notizia!

Lo guardai con il cuore ricolmo di pena. Era impazzito. Stavo per giustiziarlo con una Supposta Effervescente Clebbino quando il Trap ha iniziato a piangere come un vitello. Si dava colpi in testa, malediceva i suoi antenati e urlava contro il destino sputandosi addosso ; pensava alla moglie lontana e a cosa ne avrebbero fatto centinaia di italiani incazzati, pensava all'orto, alla casa. Al suo dalmata.

Trap. : Non c'è più niente da fare, vero?

Inc. : No Giovanni...

Trap. : Passami la tunica, Giuseppe.

Inc. : Ma che vuoi fare, Giovanni?

Trap. : Andrò là fuori.

Inc. : Cristo, non ti lascerò uscire da solo. Ti faranno a pezzi! Aspetta, chiamo un paio di Guarnigioni Clebbino! Arriverai fino al cancello e dopo...

Sorrise. Mi sfiorò il viso con una mano.

Inc. : Almeno prendi una Pasticca Autostima...

Trap. : No, Giuseppe. Il mio spirito potrebbe vacillare, se mangiassi le tue Pasticche Clebbino. Addio, vecchio amico.

Estrasse una foto dall'ampia tunica, la baciò e corse verso la porta d'uscita urlando "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHH!!!!". Lo vidi combattere, sentii lo straziante spettacolo aumentare a dismisura e poi scemare di botto. Un lago di sangue, aveva fatto strage dei suoi nemici prima di accasciarsi al suolo, ferito da mille stilografiche. Mi venne un mancamento e mi ritrovai a terra...un alito di vento portò sulla mia mano la foto che il Trap aveva difeso fino alla morte. Era la foto di Cassano.

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Ciò che non ha prezzo

by blogghino (21/06/2004 - 10:36)

Sabato pomeriggio sono andato al supermercato per fare la spesa. È bene specificare, perché alle volte mi capita di andarci con l’unico scopo di fare una passeggiata, verificare la disposizione delle merci, ascoltare un po’ di musica a sbafo, annusare la carne al reparto macelleria, pedinare le persone cercando di capire che cosa le spinge a comprare certe cose, desiderare di farmi invitare a pranzo da loro, senza mai avere il coraggio di autoinvitarmi.

Sabato pomeriggio, invece, lo scopo era proprio quello di fare la spesa.

Avevo già messo nel mio cestino una confezione di burro biologico da 125 g, quattro pesche nettarine, una confezione da sei di Yum Yum Yogurt Clebbino ph 5,5 (“la tua pelle ringrazia”, recita il claim dello Yum Yum Yogurt), una carota lunga circa venti cm da infilare su per il culo della mia bambola gonfiabile nelle tristi serate domestiche, quando un signore elegante, con un cestino sottobraccio pure lui, mi ha fatto cenno di avvicinarmi.

- Dice a me?
- Lei, mi scusi, quello nel suo cestino è lo Yogurt Yum Yum, nevvero?
- Proprio così.

- Era l’ultima confezione.

- Mi dispiace.

- Le propongo un baratto.

- Un baratto?
- Io ho bisogno di quello Yogurt. È per mia moglie. Era l’ultima confezione. Ora, non ha senso che io le offra dei soldi. Lei non l’ha ancora pagato, e d’altra parte se le offrissi dei soldi dovrei poi pagarlo una seconda volta alla cassa, no? Non ha senso parlare di soldi dentro al supermercato. I soldi acquistano un senso quando si supera il lettore ottico della cassa. Ma prima di arrivare alla cassa, è come se vivessimo in una società medievale, in cui ognuno gira col suo bel cestino di merce. Non posso comprare il suo Yogurt, signore, ma posso proporle uno scambio di merce. Vediamo un po’ cosa ho qui.

L’uomo ha cominciato a frugare nel suo cestino.

- Ecco! Guardi: un bel vasetto di olive nere greche, peso sgocciolato: 300 g. Che ne dice?

- Ma... e perché dovrei prenderlo da lei in cambio dello yogurt? Posso benissimo andare a prendere le olive con le mie mani dallo scaffale, proprio come ha fatto lei.

- Ahahaha. E bravo il mio giovane amico. Era proprio quello che stavo per fare io: mi sono detto, proprio dopo aver preso il mio vasetto di olive: adesso vado a prendermi una bella confezione da sei di Yum Yum Yogurt. E invece, puff!, non ce n’è più. Chi le assicura che ce ne siano ancora, di vasetti di olive greche nere?

- In effetti...

Alla fine abbiamo raggiunto un accordo: la mia confezione da sei di Yum Yum Yogurt in cambio del vasetto di olive più un pacco di penne rigate Voiello. Una stretta di mano ha suggellato l’avvenuto baratto.

A quel punto mi è venuta un’idea. Sono corso al frigo del latte e mi sono impadronito di tutte le confezioni di latte fresco intero che erano nello scaffale (sette), poi ho aspettato. Alla gente che veniva a cercare le confezioni di latte intero, proponevo dei baratti, e facendo leva sulla scarsità del bene “latte intero”, riuscivo a siglare baratti da vero strozzino, anche se devo ammettere che alla fine la gente dopo un momento di esitazione non si faceva molti problemi a cedermi la sua preziosa merce in cambio del mio latte. Alla fine avevo accumulato così tanti beni che il cestino non era più sufficiente a contenerli e allora ho dovuto barattare l’ultimo litro di latte intero con il carrello di una pensionata, nel quale poi ho messo tutta la mia roba. Finalmente sono andato alla cassa, e con mio grosso scorno mi sono ritrovato a pagare un mucchio di soldi per un sacco di roba che non mi serviva, tra cui quattro litri di acqua distillata, venti confezioni di strisce depilatorie, cinque chili di banane, e poi un sacco di surgelati, pane arabo, carne macinata a quintali, un set di spugne abrasive, pastine all’uovo, cibi omogeneizzati, decine di vasetti di olive greche nere, uno spazzolone per il cesso, caramelle, cioccolatini, biscotti integrali, confezioni di latte in polvere, braccialetti antizanzara, detersivi, carta da forno, carta igienica anallergica. Non avevo abbastanza soldi con me per pagare tutta quella roba, e avevo dimenticato il bancomat a casa. Quando ho detto alla cassiera che avrei diviso con lei i miei preziosi beni se avesse chiuso un occhio lasciandomi andar via indisturbato, lei ha chiamato il direttore al microfono. Lei non capisce proprio niente di economia medievale, le ho urlato in faccia.

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Clebbino Online (forse)

by blogghino (19/06/2004 - 21:45)

rigraziamo la Rdservizi per il sostegno datoci nel risolvere il piccolo problema verificatosi nelle ultime ore.

fa piacere vedere che c'è ancora qualcuno che lavora come si deve...

e grazie anche a voi che avete fatto un po' di casino =)

a breve nuovamente online,

sempre vostro, Peppino

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Cofferati in visita alla Clebbino

by blogghino (18/06/2004 - 10:58)

Il vostro ormai affezionatissimo Giuseppe Incaricato ha raggiunto per voi telefonicamente il neo sindaco di Bologna, Sergio Cofferati.

Incaricato : Buongiorno, signor sindaco.

Cofferati : Buongiorno. Ma perchè mi ha telefonato? Sono qui fuori da mezzora e il cancello è ancora chiuso.

Inc. : Stavamo organizzando la visita nei dettagli. Non si preoccupi, mando subito una guarnigione a scortarla.

Coff. : Ma non è necessario, su, apritemi sto cancello!

E' così che si è presentato a noi uno degli uomini più potenti della Terra ; modesto, affabile, con gli occhi ancora cisposi e con tanta voglia di imparare.

Inc. : E' un vero onore per me, signor sindaco.

Coff. : Niente formalismi, chiamami Pino!

Inc. : Ma non si chiama Sergio, mi scusi?

Coff. : Solo gli stupidi non cambiano mai idea. Dammi un paio di quelle nuove pasticche, Giusè.

Inc. : Ma Pino, veramente avremmo organizzato un tour in azienda che...

Coff. : Chi se ne frega, dai! Su, dammi quelle pasticche che non ci vede nessuno!

Inc. : Ma Pino, è una nuova formula ancora da sperimentare...non conosciamo gli effetti, le nostre cavie coreane sono state fermate alla dogana 2 settimane fa...

Sentendosi chiamato in causa, da buon cinese Pino ha voluto fregare i suoi rivali coreani provando per primo le nuove Pasticche Daivinci Clebbino. Ho tentato di fermarlo, ma nulla ho potuto.

Coff. : ...hh..glom...glom...glom...

Inc. : Ma quante ne stai prendendo?

Coff. : ..hh...zitto...glom...glom...glom....nghhh...

Inc. : Cristo Pino, smettila immediatamente! Pino...Pino rispondimi, cazzo! che ti succede cazzo!...Pino!....cazzo!

Ma Pino non poteva più sentirmi. Stava partendo per Indianapolis, là dove correndo in bici avrebbe sbaragliato Schumacher arrivando primo sul podio. Stava partendo per il Portogallo, per accorrere in sostituzione di Totti. Avrebbe segnato 3 gol a partita fino alla finale, quando avremmo trionfato grazie ad una sua rovesciata da metà campo. Avrebbe vinto, 2 mesi dopo, il Premio Strega grazie al libro "Così sono diventato l'Anticristo senza filtro".

E fu così che da quel giorno, grazie alle Pasticche Daivinci Clebbino, il signor Pino Cofferati la spuntò una volta per tutte (salvando il mondo da una nuova vittoria coreana).

Giuseppe Incaricato (attualmente reintegrato in servizio)

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Sbadigliando s'impara

by blogghino (17/06/2004 - 15:54)

Mi sono ricordato.

Stavo raccontando del Campionato di Sbadigli, vinto dal mio amico Ermete Dossi. Vi hanno preso parte dieci concorrenti, tra cui il campione in carica sig. Fante Facinte Pozzoni.

Funziona così: gli sfidanti si siedono davanti alla commissione, composta da dieci persone sorteggiate a caso tra gli abitanti del quartiere, e hanno 15 minuti di tempo per riuscire a contagiare, coi loro sbadigli, i membri della commissione. Vince chi totalizza più sbadigli a suo favore.

 

Secondo autorevoli studi, lo sbadiglio scatterebbe nel momento in cui nei nostri polmoni è presente una maggiore concentrazione di anidride carbonica, situazione che si verifica quando il respiro non è più profondo e regolare, come ad esempio quando siamo stanchi o annoiati. Lo sbadiglio provoca un respiro più profondo, con conseguente immissione di ossigeno nei polmoni.

 

Sarà. Comunque sia, Fante Facinte Pozzoni in un quarto d’ora è riuscito a far sbadigliare i membri della commissione per un totale di 13 sbadigli. Tutti gli altri non sono andati oltre i 10 sbadigli. In particolare, l’ortolano Fonzi Banana, membro della commissione, era un osso duro, estremamente vigile ed evidentemente iperossigenato, visto che nessuno fino a quel momento era riuscito a strappargli uno sbadiglio.

Per ultimo, si è seduto davanti alla commissione Ermete Dossi. Il silenzio è sceso nella veranda del chioschetto, si sentiva solo il brusio delle macchine della granita. Ermete, l’occhio a mezz’asta, ha cominciato a fissare il vuoto davanti a sé. Cioè, guardava dritto negli occhi Fonzi Banana, ma in realtà era come se lo attraversasse con lo sguardo, come se lo sognasse soltanto. Dopo tre minuti, Ermete ha cominciato a sbadigliare. Una, due, tre volte. Qualche membro della commissione ha cominciato a stropicciarsi gli occhi. Il pubblico, in piedi tutt’intorno, sorseggiando Cedrate Clebbino, ha spostato il peso del corpo da un piede all’altro. Ermete ha quindi inanellato una raffica ravvicinata di quattro sbadigli. Fonzi Banana lo abbiamo visto mordersi le labbra. Le gole degli altri della commissione hanno cominciato a gonfiarsi come fossero rospi. Dopodiché, al 7’, la faccia di Ermete si è orrendamente scomposta in uno sbadiglio pazzesco, che ha rischiato di slogargli la mascella. È stato come una scossa elettrica che ha subito raggiunto Fonzi Banana, la cui bocca si è spalancata in un sussultante sbadiglio, al termine del quale una lacrima luccicante è scesa dall’occhio sulla gota dell’ortolano. A quel punto tutti gli altri membri della commissione hanno preso a sbadigliare. Sbadigliava anche tutto il pubblico. Sbadigliava anche il cane del Budda, che si era trovato a passare di lì. Budda no, non sbadigliava, ma fortunatamente non faceva parte della commissione. Più la gente sbadigliava e più gli sbadigli aumentavano, vertiginosamente, contagiando tutti. Per l’iperossigenazione, le facce di tutti stavano diventando rosse, e una strana ilarità si andava diffondendo tra tutti. Risate e sbadigli, stava diventando difficile respirare. Alla fine si è perso il conto degli sbadigli ed Ermete è stato incoronato Campione di Quartiere di Sbadigli 2004. Non ci eravamo mai annoiati così tanto, è stato bellissimo.

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Non mi ricordo cosa stavo scrivendo

by blogghino (16/06/2004 - 18:28)

Il mio amico Ermete Dossi ha vinto il decimo Campionato di quartiere di Sbadigli, che si è svolto ieri come tutti gli anni nel chioschetto dei gelati vicino allo Stadio. Quest’anno c’erano meno pubblico e partecipanti del solito; secondo il gestore del chioschetto, Pandit Keralj, originario di Calcutta, da quando il governo ha fatto eliminare per decreto tutte le strisce pedonali perché pericolose, comprese quelle davanti al suo chioschetto, nessuno si azzarda più ad attraversare il viale per andare a comprare i suoi gelati, soprattutto dopo che una vecchia è stata investita e uccisa da una Nuova Panda pirata proprio in quel punto. Secondo Bilal Fefeni, invece, che lavora da RapidoPizza, la gente non va più da Keralj perché il suo gelato fa schifo, ma io so che Fefeni ce l’ha a morte con Keralj e quindi magari dice questo soltanto per gettare fango sul suo connazionale, che ne so.

....

..

.

Ho appena fatto la raccolta differenziata tibetana dei pensieri e non mi ricordo più dove volevo andare a parare. Adesso mi tocca rileggere quello che ho scritto. Effettivamente, dovrei ricontattare il mio Maestro per chiedergli se nella raccolta differenziata tibetana dei pensieri sia possibile attivare una funzione tipo il Cestino di Windows, nel caso uno voglia recuperare un pensiero che ha buttato. Niente, non riesco a ricordare che cosa volevo raccontare. Adesso vado a farmi allacciare le scarpe da Santina, ché prima sono inciampato sui lacci (ho inciampato sui lacci? Essere inciampare o avere inciampare, questo è il problema) e per poco non mi fracassavo la testa contro la piastrella 5h del cesso di casa. Ciao!

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Clebbino.com : Work in Progress

by blogghino (16/06/2004 - 14:26)

Procede il rifacimento del sito aziendale. Primi risultati visibili su www.clebbino.com

Il vostro disoccupato, Giuseppe Incaricato.

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Telecronico

by blogghino (15/06/2004 - 11:06)

Ieri sera guardavo la partita in televisione con Armenia. Armenia dopo un po’ si è scocciata e ha detto che andava a fare un giro ed è uscita di casa, mi sa che era arrabbiata. Ciò di cui vorrei parlare in particolare è la telecronaca. Io proprio non capisco a che serva la telecronaca nelle partite di calcio. Che bisogno c’è che il telecronista dica: “è il 13’ del primo tempo e il punteggio è di zero a zero”, se tanto lo vedo scritto in sovrimpressione? Quando io vado a consegnare le pizze, non è che quando suono al campanello e mi si apre la porta dico “Salve, sono le otto e mezza, io sono Jimmy Bandini di RapidoPizza e questa è la sua QuattroFormaggi alla Puttanona”. Il cliente potrebbe pure rispondermi: “mi prendi per il culo, Jimmy Bandini? Lo so benissimo che sono le otto e mezza, e sei anche in ritardo di mezz’ora. E lo spero per te che questa sia una QuattroFormaggi alla Puttanona e non una SuperAtomica con Rucola come l’ultima volta”. Per dire. Per non parlare di quando il telecronista descrive l’azione: “lancio di X per Y che dribbla Z e converge verso l’area avversaria” (X, Y e Z sono nomi di fantasia ovviamente, era per fare un esempio). Ma che mi prendi per il culo, telecronista? Lo vedo coi miei occhi, X, Y, Z c’hanno i nomi ricamati sul dorso della maglietta e lo vedo coi miei occhi che dribblano, crossano e convergono. Se io quando consegno le pizze dicessi al momento della consegna “Ecco, le sto per porgere la sua pizza, ecco, in questo momento gliela porgo, le dico il prezzo:  5 euro e 50, lei mi sta porgendo 10 euro, apro il borsello alla ricerca del resto, ecco il resto...” eccetera eccetera, il cliente direbbe che sono un idiota e col cavolo che mi darebbe la mancia. Poi c’è un’altra cosa che non capisco, ed è perché ogni volta che i calciatori vengono intervistati, rispondono alle domande dei giornalisti esordendo con “Mah”. “Che ne pensi della decisione del mister di effettuare il cambio al 40’ del secondo tempo?” “Mah, secondo me il mister ha fatto la scelta giusta...”

La partita era la storia di una squadra che durante la partita non fa niente per vincere, e alla fine ci riesce e pareggia.

Dopo la partita ho cercato di rintracciare Armenia ma il cellulare era spento. Per farmi passare l’ansia ho cominciato a lavare i piatti facendo la telecronaca del lavaggio dei piatti. Al 6’ del primo tempo ho rotto un bicchiere.

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Bandini candidato alle Europee

by blogghino (13/06/2004 - 20:38)

L'amministratore delegato della Clebbino, il Dottor Bandini, è il candidato a sorpresa di queste elezioni europee. Il nostro incaricato Giuseppe Incaricato lo ha raggiunto per noi al telefono.

Incaricato : Buongiorno, Bandini.

Bandini : Buongiorno a lei, Incaricato.

Inc. : L'Europa intera ha spalancato gli occhi vedendola tra i candidati di queste elezioni. Come mai ha deciso di candidarsi, Bandini? E come mai con così poco anticipo?

Band. : E' stato uno dei soliti scherzi dell'Ing. White. Si è presentato da me venerdì scorso chiedendomi di firmare un rimborso spese. Il giorno dopo ero candidato alle europee.

Inc. : Ma Bandini, non teme un conflitto di interessi?

Band. : Si attenga alle domande che avevamo prestabilito.

Inc. : Ah già, mi scusi. Di quanti voti ha bisogno per essere eletto, dottor Bandini?

Band. : Ad occhio e croce 3500 per averne la certezza. Ma sa, io non ci faccio caso.

Inc. : Quanti sono gli operai della Clebbino in rischio di cassintegrazione?

Band. : Circa 4000. Le ripeto di attenersi...

Inc. : Un'ultima domanda. Lei è rimasto vittima di un lieve incidente a causa del sovradosaggio di Sorriso Liofilizzato Clebbino Formula Lifting ; qualora fosse eletto, ritiene opportuno presentarsi a Bruxelles con un sorriso idiota e statico, vista la situazione italiana?

Band. : A questo proposito vorrei parlarle dell'ultimo prodotto Clebbino, il Cordoglio Ombelicale Clebbino. In pratica è un piercing removibile composto da una vite e due bulloni. Il materiale di cui sono fatti è ovviamente segreto, lei mi capisce.

Inc. : E cosa c'entra con quanto le ho appena chiesto, mi scusi?

Band. : Il Cordoglio Ombelicale Clebbino annulla gli effetti del Sorriso Liofilizzato (e viceversa). La procedura d'utilizzo è questa : si prende il primo bullone e lo si inserisce nell'ombelico. Poi si prende la vite e si infila nel bullone. Dopodichè si prende il secondo bullone e si avvita per bene, facendo attenzione ad introdurre nell'interstizio anche lembi di pelle e peli. Continuando ad avvitare gli effetti del Sorriso Liofilizzato scemeranno fino a lasciare sul viso un'espressione di cordoglio. Il Cordoglio Ombelicale Clebbino, appunto.

Inc. : Capisco. Arrivederci Bandini.

Band. : Arrivederci, caro Giuseppe. A proposito, lei è licenziato.

un'operaia della Clebbino Corporation mentre esprime la sua preferenza

 

 

 

 

 

 

Un'operaia della Clebbino mentre esprime la sua preferenza.

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Comunicazione di Servizio

by blogghino (10/06/2004 - 17:27)

La Clebbino Corporation è lieta di comunicarvi che si sta provvedendo al rifacimento completo del sito aziendale.

A giorni la nuova versione online.

Sempre vostro, Giuseppe Incaricato.

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Ascensione, premonizione, locomozione

by blogghino (10/06/2004 - 11:25)

Entro nell’ascensore, mi giro verso l’uscita.

Indietreggio, fino a finire con le spalle contro lo specchio dell’ascensore. Guardo il soffitto dell’ascensore. Stavolta sento che qualcosa andrà storto, stavolta l’ascensore non ce la farà, stavolta non appena avrò premuto il pulsante del quarto piano si udrà uno schianto e il cubicolo precipiterà al centro della Terra. Chiudo gli occhi attendendo la chiusura delle porte, una voce sconosciuta mi fa trasalire. Una voce di donna.

- Si sente poco bene?

Apro gli occhi.

- Si sente benissimo. Si sente tutto, qua dentro. A che piano, signora?

- Qua-quarto.

- Qua-quarto? Ah, ah. Qua qua quaqua.

- Lei... è...

- Anche io scendo al quarto. Crede che ce la farà questa vecchia carretta a portarci al quarto?
- Ce l’ha... sempre fatta. Insomma –

- Un momento, ma lei –

- E’ sicuro di –

- ...ma lei, lei che ne sa che ce l’ha sempre fatta?
- Perché prendo l’ascensore tutte le volte.

- Lei abita al quarto piano? Abitiamo al quarto piano?
- Sta salendo quest’affare?
- Io non l’ho mai vista!

- Càpita, a volte si prende lo stesso treno e ci si siede sempre vicini allo stesso posto eppure si continua a non accorgersi l’uno dell’altro e –

- Un momento, io non prendo mai il treno!

- Era un esempio, era per dire, siamo al piano, mi lascia uscire?

- Biglietto, prego.

- Ma che dice?

- Mi mostri il titolo di viaggio.

- Permesso, permesso. No, lasci la mia borsa, no, oh, aspetta.

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Bando di Concorso Clebbino

by blogghino (09/06/2004 - 14:12)


La Clebbino Corporation cerca giovani dotate di talento che vogliano realizzare un sogno.

La sfida è formare una squadra di ragazze in forma pronte ad affrontare l'avventura ; giovani donne che abbiano voglia di muoversi e che non abbiano paura di mettere in gioco sè stesse giorno per giorno.

Una volta superate le durissime selezioni, le finaliste formeranno un team che giocherà in un campionato nazionale*.

Clebbino, che fantastica azienda!

Fate pervenire le vostre adesioni entro il 13 Giugno 2004 all'indirizzo clebbino@virgilio.it


* il Campionato del labbro antisgocciolo con ingoio , che si svolge annualmente in Bielorussia.

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Frattaglie & rottami

by blogghino (07/06/2004 - 16:15)

Tutti i sabati pomeriggi, dopo il caffè, mi dedico alla lettura del Sole24Ore, pagina dedicata all’agroindustria, quotazioni dei mercati in Italia. Relativamente al pollame macellato, i polli tradizionali leggeri e medi vengono quotati a 1,67-1,77, uguale quelli pesanti. I polli eviscerati senza frattaglie vengono invece quotati a 2,08 -2,18. Ciò significa, immagino, che le viscere dei polli abbiano una quotazione intorno ai 0,14 - 0,41, il che è sempre qualcosa. La fesa di tacchina vale 3,90 – 4,10, le cosce 1,66 – 1,70, le ali 1,00 – 1,04. Un euro per volare. Anche i rottami, per dire, hanno una quotazione e dunque un mercato, l’ambito dei rottami è assai vasto e va dai rottami di alluminio come spezzoni di cavo di alluminio ricoperto o costituiti da filo o treccia di alluminio puro o in lega, ricoperti con gomma, plastica, tessuti o altro materiale, asportabile attraverso vibrovagliatura, dopo cesoiatura e triturazione degli spezzoni, a rottami di rame, come quello ottenuto da recupero ritaglie e filo bruciato o da schiumature, colaticci e scaglie, fino a rottami di zinco, come matte da zincatura a caldo, eccetera, ed è consolante sapere che anche un rottame valga ancora qualcosa. Per quanto mi riguarda sono molto contento che l’umanità sia riuscita a dare un prezzo a tutto, anche se Dio aveva chiesto ad Adamo di dare i nomi alle cose, e non i prezzi. Ciononostante, e forseproprioperquesto, sono molto contento, anche se soprattutto il sabatosera prima di uscire per andare a divertirmi devo prendere almeno due o tre pasticche NonCiPensare Clebbino.

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Carlo Azeglio e la Clebbino

by blogghino (05/06/2004 - 16:39)

Il nostro incaricato Giuseppe Incaricato ha raggiunto al telefono il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in esclusiva per la Clebbino & Co. A voi il resoconto dell'intervista telefonica :



Incaricato : Buongiorno, è il Presidente che parla?

Carlo Azeglio Ciampi : Sì, sono proprio io. Buongiorno a lei, mi dica pure.

Inc. : Fantastico! Proprio lei, il Presidente!

C. A. C. : ...sì, proprio io. Dica pure.

Inc. : Un attimo solo...glom...

C.A.C. : Ma che cosa sta facendo? Mangia mentre è al telefono?

Inc: : Certo che no, Signor Presidente. Era una Pasticca Autostima Clebbino ; ma ora veniamo a noi, Signor Presidente. Lei ha 84 anni se non sbaglio ; è sensazionale come riesca ancora ad occuparsi degli affari dello Stato quando molti alla sua età sono già brandelli di carne fredda. Il mio amico Luttazzi dice di lei "è un uomo sveglio, sicuro di sè, perennemente ottimista : vede sempre il pannolone mezzo pieno". Detto questo, mi dice come diavolo ha fatto a rompersi la spalla?

C.A.C. : A dir la verità stavo svitando un barattolo di Marmellata Clebbino confezione Risparmio, quella senza apertura facilitata. So che sembra strano, ma per lo sforzo...

Inc. : Capisco. Lei è laureato in Lettere e in Giurisprudenza, autore di 3 saggi politico-economici, su di lei sono stati scritti 3 libri (“Il sentiero della libertà. Un libro della memoria con Carlo Azeglio Ciampi”, “Lo sviluppo bipolare della forma di governo italiana. Le vicende politico-parlamentari successive all'elezione di Carlo Azeglio Ciampi” e “Conferimento dei diplomi di perfezionamento honoris causa a Freeman J. Dyson e Carlo Azeglio Ciampi”), ha avuto l'onore di essere uno dei tre Presidenti eletti direttamente al primo scrutinio. Lei è, infine, un indiscusso campione di briscola ; qual è il segreto del suo successo?

C.A.C. : Eh?

Inc. : Interessante. Non l'avrei mai detto, sa? Ma tu pensa, vecchio e rincoglionito eppure...eh! D'accordo Carlo, ora ti farò un paio di domande per vedere come sei messo, ok?

C.A.C. : Ma cosa...

Inc. : Ehi Carlo, stai monopolizzando la conversazione. Lasciami dire qualcosa adesso. Allora socio, quali sono le 5 prove dell'esistenza di Dio?

C.A.C. : Bhe, la prova cosmologica, la prova causale, la prova dei gradi di perfezione, poi...

Inc. : D'accordo, questa la sai. Hegel e la sua concezione della natura.

C.A.C. : Bhe, è una visione assolutamente pessimistica. Infatti il filosofo tedesco intende la natura come...

Inc. : Dimmi un endecasillabo.

C.A.C. : Di che cosa sta parlando, idiota?

Inc. : La radice quadrata di 256.

C.A.C. : 16.

Inc. : Cecchi Paone è maschio o femmina?

C.A.C. : Cristo.

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Prove tecniche per la Clebbino

by blogghino (05/06/2004 - 13:34)

La Clebbino ha iniziato la sperimentazione sul Sorriso Liofilizzato Clebbino versione 2.1, come da foto.

Sorriso liofilizzato Clebbino, Elio e le Storie Tese si prestano alla sperimentazione

 

 

 

 

Notizia postata da Giuseppe Incaricato.

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Una guerra da non perdere!!!

by blogghino (02/06/2004 - 13:24)

Oggi vorrei fare la recensione di una guerra che inspiegabilmente non ha lo stesso successo di pubblico che sta avendo la guerra in Iraq, eppure sono sicuro che avrebbe tutte le carte in regola per meritarsi prime pagine dei giornali e trasmissioni di approfondimento in prime time, e invece niente, resta una guerra cult, seguita da pochi appassionati. Mi riferisco al conflitto in Cecenia. La Cecenia è una piccola repubblica caucasica che non è neanche tanto lontana dall’Armenia, che è un’altra repubblica che ha lo stesso nome della mia ragazza, tra l’Armenia e la Cecenia c’è di mezzo soltanto la Georgia, per capirci. Io non nego che la guerra in Iraq abbia una trama avvincente, con protagonisti dalle psicologie ben tratteggiate, con colpi di scena, bombardamenti spettacolari, rivolgimenti di campo, statue di ex dittatori che vengono tirate giù, colpi di scena con torture nelle carceri, tanto che secondo me, dopo la prima e la seconda guerra del Golfo, visto il grande successo di pubblico, è probabile che a Holliwood decidano di fare il terzo episodio, ormai le trilogie vanno forte in America.

Il conflitto ceceno è anche quello un sequel, infatti ce n’era stato un primo episodio dal 1994 al 1996, realizzato da Eltsin, che a suo tempo aveva riscosso un discreto successo di pubblico e di critica (e di morti, 20mila civili solo nei primi tre mesi). Tanto che nel 1999 il successore di Eltsin, Vladimir Putin, ex capo dell’ex KGB, aveva deciso di tentare il bis, con il Secondo Conflitto Ceceno. Nonostante Mosca non sia Holliwood, e la Russia non abbia in dotazione, faccio per dire, attrezzature spettacolari come gli aerei invisibili americani, Putin si è dato un gran da fare ed è riuscito a tirar su una guerra bella atroce, che potrebbe rientrare a pieno titolo nella categoria “genocidio”. Non manca niente in Cecenia: squadroni della morte formati da soldati ed ex soldati russi, ma anche ceceni, mascherati e senza identità, che compiono regolarmente le “zaciski”, ufficialmente operazioni di pulizia anti terroristiche, in realtà spedizioni punitive con uccisioni, stupri, torture e sequestri di persone; campi profughi, fosse comuni, “campi di filtraggio” che sono tipo i gulag sovietici dove i ceceni vengono torturati, uccisi e fatti sparire, rastrellamenti, azioni di guerriglia, militari russi ubriachi, drogati, assuefatti alla violenza e che poi quando tornano in Russia non riescono a smettere e vanno come in crisi di astinenza da violenza e allora proseguono anche in Russia le loro “zaciski”, e questa cosa la chiamano “sindrome postcecena”. Nessuno si preoccupa del recupero psicologico di queste mine vaganti, per dire. Il desolato paesaggio caucasico poi si presta molto a questo conflitto, non c’è più acqua, non ci sono ospedali, Grozny è praticamente rasa al suolo e sembra Varsavia dopo il bombardamento della Seconda Guerra mondiale (altra guerra kolossal, forse il più grande successo al botteghino di tutti i tempi). Eppure niente, questa guerra la cui trama forse è meno holliwoodiana ma comunque pur sempre appassionante, non riscuote il successo mediatico che merita. Certo, in Russia questo è comprensibile, Putin ha fatto in modo di imbavagliare i mezzi di comunicazione, sotto il suo governo sono aumentati vertiginosamente gli omicidi di politici e giornalisti, però fuori dalla Russia non capisco, l’unica cosa che riscuote successo sono le foto del nostro Presidente del Consiglio che si fa fotografare con Putin col colbacco in testa e tutti e due sembrano usciti dal film “Spie come noi” e sono altrettanto simpatici, è divertente, fa ridere, ma così si rischia di perdere di vista un piccolo capolavoro come il conflitto ceceno. Del resto, dubito che se la cosa va avanti così la produzione decida mai di farne un terzo: visto lo scarso successo mediatico, probabilmente decideranno di farla finita e di far concludere la vicenda con il secondo episodio, ammazzando tutti e facendo quindi scorrere i titoli di coda. Per cui, prima che sia troppo tardi e se volete recuperare le puntate precedenti, vi consiglio di fare un giretto qui.

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