Uno sforzo minore
Accompagno mio padre dal ferramenta, lui compra venti tasselli in nylon Fischer tipo s e venti viti panel bronzate, io compro un sacchetto di graffette metalliche.
Quando usciamo mio padre mi chiede:
- Perché hai comprato dal ferramenta una cosa che potresti comprare in cartoleria?
- Che problema c’è, ho visto che le avevano e le ho comprate. Se la ferramenta vende anche articoli di cartoleria, io mi adeguo.
- Uno dal ferramenta compra cose da ferramenta. Tu sei di quelli che al supermercato comprano le riviste e in edicola le videocassette e in videoteca i popcorn, ci scommetto. Guarda, hai una scarpa slacciata.
- Sì, io non mi ricordo più come si allacciano le scarpe.
- Fattelo spiegare da Burkard Polster.
- Chi è?
- Un matematico australiano che ha studiato la questione. Reggi il sacchetto.
Mio padre mi passa il sacchetto con i tasselli e le viti, si piega sulle ginocchia e mi allaccia le scarpe. Mi sembra che ci metta una vita, infatti quando si rialza e lo guardo in faccia sembra più vecchio.
- Tua madre sta male – dice.
Io guardo il nodo che mi ha fatto.
- Che cosa c’entra adesso? – dico.
- Che cosa c’entra cosa?
- Che cosa c’entra con Burkard Polster.
- Tua madre è malata, idiota.
- È grave?
- Sì.
Le viti panel che ha comprato mio padre hanno la testa svasata piana e sono ideali per avvitamenti senza preforo su pannelli truciolari, legni naturali, materiali termoplastici, lamiere sottili. Il loro filetto liscio fa sì che l’avvitamento richieda uno sforzo minore, una minore usura degli utensili, un minore spanamento delle cave, una maggiore facilità di fermate e ripartenze rispetto alle altre viti.
- A che ti servono le graffette? – chiede mio padre.
Appartenersi comprandosi
Sono andato al supermercato perché avevo sentito parlare alla radio in un programma di cucina dello zenzero e allora volevo vedere come era fatto questo zenzero. Ho anche fatto una ricerca su Internet ma ogni volta che cercavo “zenzero” mi usciva il sito di Renato 0 e allora ho desistito, sono andato al supermercato al reparto Spezie. È molto buffo lo zenzero, sembra una piccola cacca barocca essiccata. Meno male che c’è il supermercato che mi permette di scoprire tutte queste cose, il supermercato è come uno zoo degli alimenti, sono lì tutti divisi per genere e famiglia, anche se sembrano tristi proprio come gli animali nelle gabbie degli zoo.
Comunque non avevo niente da comprare, d’altra parte non è che uno va allo zoo e poi si compra la giraffa, fa un giro, tira le noccioline in faccia alle scimmie, se ne torna a casa con la spiacevole sensazione di sentirsi in gabbia pure lui, ripeto non compra una giraffa. Ugualmente io mi sono diretto alla cassa senza acquisti, e sono passato attraverso i due pannelli antifurto per tornarmene a casa quando i pannelli hanno cominciato a suonare. Io sono tornato sui miei passi a mani alzate.
- Abbassi le mani – mi ha detto la cassiera.
- Non ho comprato niente – ho detto alla cassiera.
È arrivato l’addetto alla sicurezza, mi ha perquisito sommariamente.
- Il suo lavoro è imbarazzante – ho detto all’addetto.
Mi ha guardato torvo.
- Ero soltanto venuto a fare un giro, come allo zoo. Non ho comprato niente.
L’addetto mi ha fatto ripassare attraverso i pannelli, i pannelli hanno suonato di nuovo. Sono tornato indietro a mani alzate.
- Abbassi le mani – mi ha detto l’addetto alla sicurezza.
- Sono cancerogeni quei cosi? – ho chiesto indicando i pannelli antifurto.
L’addetto alla sicurezza ha detto alla cassiera di chiamare il direttore. La cassiera ha chiamato al telefono il direttore. Dopo un po’ è arrivato il direttore.
- Che è successo? – ha chiesto il direttore.
- Scommetto che lei è il direttore – ho detto.
- E lei chi è? – mi ha chiesto.
- Nessuno.
L’addetto ha spiegato la situazione al direttore. La cassiera ha cominciato a grattarsi via lo smalto rosso dalle unghie.
L’addetto alla sicurezza e il direttore mi hanno chiesto di passare di nuovo attraverso i pannelli, i pannelli hanno suonato di nuovo. Sono tornato indietro a mani alzate.
- Abbassi le mani – mi hanno detto il direttore e l’addetto.
- Ero venuto a vedere com’è fatto lo zenzero, non ne avevo mai visto uno. Sembra una piccola cacca barocca, essiccata.
Il direttore ha avuto un’idea.
- Si stenda sul nastro trasportatore. Vediamo cosa succede se passa sopra il lettore ottico.
La cassiera ha smesso di grattarsi via lo smalto. Mi sono messo carponi sul nastro trasportatore, la cassiera ha azionato il nastro, mi sono ricordato di quando andavo in giostra da piccolo. La cassiera mi ha invitato a passare sopra il lettore ottico, che al mio passaggio ha fatto biip. Nello stesso momento io ho avvertito un brivido.
- Trenta euro – ha detto la cassiera guardando il display.
- Che fa, paga in contanti? – mi ha chiesto il direttore.
Ho controllato il portafogli, per fortuna avevo due banconote da venti.
- Non sapevo di costare trenta euro – ho detto dando i soldi alla cassiera.
- Adesso lo sa – ha detto l’addetto alla sicurezza – credeva di fregarci eh?
- Ma io ci sono entrato così al supermercato. Non mi sono comprato qua.
Ascensione, inspirazione, espirazione

Entro nell’ascensore, mi giro verso l’uscita.
Le porte stanno per chiudersi.
Si chiudono. Schiaccio il pulsante del quarto piano.
L’ascensore sale.
Primo piano.
Secondo piano.
Terzo piano.
Quarto piano.
Le porte si aprono.
Inspiro, espiro.
Le porte si richiudono. Schiaccio il pulsante del pianoterra.
L’ascensore scende.
Terzo piano.
Secondo piano.
Primo piano.
Pianoterra.
Le porte si aprono.
Inspiro.
Le porte si richiudono. Schiaccio il pulsante del quarto piano.
L’ascensore sale.
Primo piano. Trattengo il fiato.
Secondo piano. Trattengo il fiato.
Terzo piano. Trattengo il fiato.
Quarto piano.
Le porte si aprono.
Per non parlare della catena del freddo
Mi telefona mio cognato, quello che scrive per “Io elettrodomestico”.
- Devo intervistare un radiatore -, mi fa.
Rido.
- Ridi ‘sto cazzo, Bandini.
- Cosa gli chiederai?
- Perché credi che ti abbia chiamato?
- Che cos’è, la tecnica “Rispondi-alle-domande-con-un’altra-domanda”?
- Ma di che parli?
- Niente, niente. Prova a chiedergli la differenza tra un orgasmo centralizzato e uno termosingolo.
- Vaffanculo – e ha riattaccato.
Ad ogni modo, quello dei radiatori, e del riscaldamento in genere, sia esso centralizzato o termosingolo, scherzi a parte, è un problema serio. Considerata voglio dire l’emergenza petrolio coi prezzi che salgono.
Per non parlare della “catena del freddo”, e cioè quel processo in base al quale i prodotti surgelati, nell’arco dell’intero processo distributivo, affinché giungano integri e senza variazioni qualitative al consumatore, devono costantemente essere mantenuti almeno al di sotto dei -20 gradi centigradi: quindi trasportati in celle frigorifere, allocati in depositi frigoriferi nei magazzini, fino ai comparti frigoriferi del punto vendita, fino al frigo di casa di mio cognato, nonché tuo e mio. Tutta una serie di tappe gelide, un pianeta attraversato da invisibili catene di freddo. Peccato che la catena del freddo, tanto capillarmente organizzata con grave dispendio di energie mondiali, abbia un anello debole. Questo anello debole è il penultimo e sono io. Quando l’anello Bandini riceve dal terzultimo anello della catena del freddo il prodotto ancora surgelato a una temperatura sotto ai –20 gradi centigradi, detto prodotto surgelato viene deposto nella busta del supermercato, naturalmente non in quella salvafreddo,, nella busta normale, quella “menefottodelfreddo”. Nella busta normale il prodotto surgelato inizia il suo lento processo di disgelo. Se l’anello Bandini fosse efficiente, il prodotto surgelato potrebbe arrivare in tempo utile all’ultimo anello della catena del freddo, e cioè il frigo di casa, senza che le proprietà del prodotto rischino l’alterazione. Ma non è così,, nel percorso supermercato-casa l’anello Bandini incontra una serie di ostacoli.
Essi sono: la difficoltà di camminare non calpestando le vie di fuga delle mattonelle del pavè del marciapiede (tempo impiegato, 20 minuti),, la difficoltà di inserire la chiave di casa nel portone di casa con un unico fluido gesto traendo le chiavi dalla tasca e inserendole nella toppa, e ulteriori tentativi (tempo impiegato 34 minuti). Questi sono i due ostacoli maggiori, terminati i quali il prodotto surgelato non è più surgelato e la catena del freddo viene interrotta prima che il prodotto surgelato raggiunga il suo bersaglio, cioè la padella antiaderente infuocata.
Una volta distrattamente ho battuto la testa con violenza contro il muro del corridoio, mi sembrava di ricordare che lì c’era una porta, mi ricordavo male. Mi uscì un gran bernoccolo in fronte. Suonai allarmato alla mia vicina, la signora Assunta, chiedendole un rimedio contro il gonfiore e il dolore. La signora Assunta mi porse una bistecca surgelata dicendomi “prova con questa”.
Mi sono mangiato la bistecca surgelata così com’era, ma a parte l’enorme difficoltà di masticazione, non ne ho tratto giovamento.Madeleine 3000
È bello quando faccio la pipì,
mi ricorda il rumore del ruscello del presepio che mio padre costruì
la ricerca del muschio
l’assenza di rischio
che la stella cometa fosse tipo radioattiva
i re magi immobili per la via
mi fanno pensare al Reparto Entropia.
Verità di plastica
La mattina presto quando finisco il turno di notte al Reparto Entropia torno a casa e accendo la tele, davanti alla tele mi metto a soffiare aria dentro la mia bambola gonfiabile, ogni tanto rimane qualche buco che non riesco a trovare e allora si sgonfia, bisogna rigonfiarla un po’. Una volta che è tornata bella pimpante, prendo il pacchetto di philipmorris dal cassetto del mobiletto anni settanta della tele e me ne accendo una, io non fumo. Infatti uso le sigarette perché poi mi piace bruciacchiarci la pelle sintetica della mia bambola gonfiabile, finché non mi viene sonno e allora spengo la tele, rimetto il pacchetto di philipmorris nel cassetto del mobiletto anni settanta, rimetto la bambola gonfiabile nell’armadio anni ottanta e me ne vado a dormire nel mio letto, che non so di che anni è,, io mi svago così.
La gente quando gli dico che ho una bambola gonfiabile arriccia le labbra e fa le facce, tipo che schifo o tipo maperfavore, ma perché non ti trovi una donna vera?
Ad esempio Penelope 11 mi dice sempre, ma perché non ti innamori di una donna in carne e ossa. Ma io ero innamorato di una donna in carne e ossa, era Maria Cangrande, ma è morta, l’ho ammazzata io investendola con la foga del mio amore,, cioè con la macchina, come ho raccontato in un altro post ma non mi va di fare il link.
Allora mi dicono, tipo Penelope 2, va bene almeno trovati una donna vera con cui fare sesso vero, che te ne fai di una bambola gonfiabile.
Ora, a parte il fatto che io sesso vero a volte lo faccio con la signora del quarto piano, non è quindi che io non abbia la possibilità di fare del sesso vero, a parte questo mi domando il perché di tutta questa ipocrisia, circa il fatto della bambola gonfiabile.
La gente mangia cibo di plastica tutti i giorni, va da mcdonald’s e mangia hamburger di plastica e patatine di plastica, mangia il Minestrone Contadino Liofilizzato Clebbino e nessuno va a dirgli – e tantomeno io – ma che schifo, ma perché non ti mangi un cibo vero, tutti però vengono da me a dirmi che schifo ma come fai a fare quelle cose con la bambola gonfiabile.
La gente passa il giorno a parlare al cellulare, a inviare sms mms al cellulare, dice ti amo al cellulare. Credono di parlare con la fidanzata, invece parlano con un oggetto di plastica e circuiti, dicono ti amo all’oggetto di plastica e circuiti che emette radiazioni fortissime, dicono amore al cellulare e il cellulare gli regala un tumore. Naturalmente anche io uso il cellulare, anche io dico ciao al tumore, ma non faccio le facce quando vedo la gente per strada che parla da sola, portando a spasso il tumore.
A Penelope 11, che va tutti i pomeriggi in palestra, paga 80 euro al mese per andare in palestra per correre sopra un tapis roulant, mica vado a dirgli ma perché invece di spendere 80 euro al mese per correre stando fermo non vai a correre gratis per davvero, al parco?,, mica lo dico questo, eppure lui viene da me e pretende di darmi lezioni di verità, da che pulpito.
Comunque il Minestrone Contadino Liofilizzato Clebbino è molto buono, lo consiglio a tutti.
Ascensione, insinuazione, costrizione
Entro nell’ascensore, mi giro verso l’uscita.
Entra la signora Assunta.
- Buonasera Assunta, quarto piano?
- Lì abitiamo, Massimo.
- Magari voleva farsi un giro a un altro piano.
- Tenete le scarpe slacciate, Massimì.
- Ha ragione Assunta, me le allaccia?
- Vabbuò, ma voi però vi approfittate, Massimì.
- È che non lo so più fare, Assuntina.
- Le cose sconce con la signora di fronte le sapete fare però.
- Come dice?
- Le cose sconce co chilla svergognata del quarto piano.
- Io... io neanche la conosco, quella.
- Ma facìteme ‘o ppiacere, Massimì. Che tutto ‘o condominio sape. ‘O condominio tiene le orecchie, che pensate? Dint’ a o’ ascensore, per giunta. E io che pensavo che voialtre fusse ‘nu bravo guaglione.
- Mi... può farmi i nodi meno stretti per favore? Così mi si ferma la circolazione del sangue...
- Voi non vi preoccupate, che ci penso io.
Quello che viene dopo
Ieri sono andato al cinema con Armenia a vedere un film con quell’attore di cui non ricordo il nome, quello che interpreta sempre lo stesso ruolo in tutti i film che fa, cambia soltanto nome e abbigliamento. Nel film di ieri però interpretava effettivamente proprio lo stesso personaggio di un altro film, perché si dà il caso che era un sequel. Il primo film era la storia di un uomo che nella vita lotta per diventare qualcuno, e alla fine ci riesce.
A me mi ha sempre fatto rabbia questa cosa, e cioè il fatto che il film finisca sempre sul più bello, e cioè quando le cose cominciano a girare per il verso giusto, quando si comincia a godere. Uno si fa il culo per tutta la durata del film, e poi quando finalmente ottiene quello che vuole, ecco che arrivano i titoli di coda. Che poi in effetti capita così anche nella vita, uno si fa il culo tutta la vita lavorando otto ore al giorno (io no, io consegno le pizze 4 ore al giorno), e quando finalmente arriva la meritata pensione, zac, un infarto lo fa secco, titoli di coda e fine della storia. Ma che c’entra, un conto è la vita e un conto è il cinema, un sacco di gente dice che va al cinema per distrarsi, per non pensare, e poi è contenta di vedere un film che finisce proprio quando il protagonista può godersi i risultati raggiunti, bah.
Ecco perché vado a vedere i sequel. Perché mi aspetto che nel sequel facciano vedere il protagonista che si gode i frutti raccolti durante le fatiche e le imprese affrontate nel primo film. Il nemico è sconfitto, le discordie sentimentali sono appianate, la ricchezza è raggiunta, la libertà conquistata, il mondo è salvo, per cui mi siedo nella poltrona pronto a vedere un film in cui il protagonista si rilassa e se la spassa. Che so, il protagonista che si fa la doccia, che va a fare jogging nel parco, che scopa con la sua donna, che va al cinema con la sua donna come io con Armenia, che esce con gli amici, che sistema il capanno degli attrezzi fischiettando. Macché: nel sequel spuntano nuovi cazzi, un nemico più potente, una crisi coniugale, una missione ancora più pericolosa, i soldi che finiscono, la casa che viene ipotecata, una valanga che rade al suolo la città.
Dopo il cinema sono andato con Armenia in pizzeria, le ho raccontato le mie perplessità. Armenia mi ha spiegato che nessuno andrebbe al cinema a vedere il protagonista che non fa un cazzo, ma io le ho risposto e il Grande Fratello allora?
mirabolanti imprese clebbino
E niente, alla fine mi hanno scarcerato...temporanea infermità mentale perchè il legale della Clebbino ci si è messo di mezzo per paura che si venissero a sapere i devastanti effetti dello Steccalecca, e così eccomi di nuovo a casa. Steso sul divano senza un cazzo da fare. Mi masturbo un po', scrivo due righe agli amici, dico loro che ora sono ricco perchè la Clebbino mi ha farcito di soldi. C'è un poster di White con Bandini, sono entrambi nudi e si coprono le vergogne con pudico rossore. Mi masturbo un altro po' e accendo la tv, ma non danno un cazzo. Chiamo una puttana e la faccio venire a casa, si chiama Wendy. Quando arriva è molto professionale, e deve esserlo dal momento che si fa pagare 1000 euro a botta. Wendy non sa cosa ho fatto ad una sua collega, meno di una settimana fa. Ma da ieri è uscita la nuova versione dello Steccalecca, non credo ci saranno problemi. Wendy è bruna ed ha delle grandi poppe ; il sedere se vogliamo è un po' troppo grande per quei fianchi così stretti, ma a me piace così. Mi stendo sullo schienale del divano e lascio che lei si occupi di tutto. Me lo prende in bocca, ci lavora sodo, se lo appoggia sul mento e lo fa scorrere sulle guance. Vengo per la prima volta. Le offro uno Steccalecca Clebbino nuova versione, io non ne prendo perchè ho mal di stomaco, per via di tutte quelle anfetamine che mi gonfiano. Dopo un po' Wendy ci riprova, è decisa a guadagnarsi la sua paga, me lo fa tornare duro e si siede sopra. Quasi non provo gusto, ma non voglio che lo sappia ; è un piacere vederla andare su e giù praticamente senza motivo. Wendy si gira e si accomoda sul mio uccello dandomi la faccia, e recitare diventa un po' più complicato, ma mi riesce bene comunque. Vengo per la seconda volta, e lei non pare infastidita dal mio seme. Ops, proprio sull'ombelico. Vado a prendere un succo di frutta Clebbino in frigo, la nuova versione senza polifosfati.
Torno in salotto e Wendy ha uno strano colorito, è viola ed ha gli occhi rossi. Credo che lo Steccalecca Clebbino abbia ancora dei problemi, la nuova formula non è sicura come credevano. Wendy impugna un grosso rompighiaccio e mi guarda fisso, con la pancia ancora sporca di me.
<< Wendy... oh, no. >>
Restarci di stucco
Stamattina ho accompagnato mio padre dal ferramenta, doveva comprare dei chiodini. “E tu evita di comprare cazzate”, mi ha avvertito prima di entrare. Io ho detto ok, perché è sempre meglio assecondare i padri, anche quando loro continuano a trattarti come un pivello nonostante tu abbia smesso da un bel pezzo di indossare le braghette corte. Dal ferramenta ho comprato un sacco da trenta chili di stucco in polvere.
Appena usciti dal ferramenta mio padre è sbottato, brandendo il suo sacchetto di chiodini come un’arma medievale:
- Perché hai comprato dello stucco in polvere, idiota?
- Pensi che fosse meglio comprarlo in pasta?
- Tu... tu non ne hai davvero bisogno, vero?
- Sì. Invece sì. Devo rasare la parete della cucina. È piena di imperfezioni.
- Il cervello ti devi rasare.
Genitori. Dopo aver salutato mio padre, sono tornato a casa mia fischiettando, con il sacco sulle spalle. Giunto in casa ho scaraventato il sacco sul pavimento e mi sono seduto sul divano, non ho acceso la televisione perché avevo bisogno di concentrarmi. Che cosa potevo farne di trenta chili di stucco, questo era il mio problema. Avrei potuto farne una lettiera per gatti, ma io non avevo gatti: avrei dovuto procurarmi un gatto, e io non ho idea di come si catturino i gatti, credo servano delle esche a forma di topi, ma non avevo voglia di tornare in ferramenta a comprarne. Oppure potevo catturare topi veri, ma avrei avuto bisogno di esche per topi, insomma la vita è così. Con un dito ho scavato un buco nel sacco dello stucco, ho intinto il dito nello stucco e l’ho annusato, aveva un buon odore. Allora ho pensato di usarlo per fare degli aerosol. Ho fatto degli aerosol allo stucco guardando un documentario sugli aracnidi in tv, per fare gli aerosol non c’è bisogno di concentrazione. Dopo mezz’ora, avevo qualche problema di respirazione. Allora ho telefonato a mio padre, che è un medico in pensione.
- Pronto babbo, stavo rasando la parete della cucina, quando mi è venuto uno strano bruciore al petto.
- Che cos’è questo rumore?
- La macchinetta dell’aerosol, m’è rimasta accesa.
- Stavi facendo l’aerosol?
- Con lo stucco.
- Stavi facendo l’aerosol con lo stucco in polvere?
- Sì. Sai, un esperimento.
- Lo stucco è ossido stannico. La prolungata esposizione all’ossido stannico può provocare una pneumoconiosi ai polmoni. Che cosa c’è che non va nella tua testa?
Ho riattaccato e mi sono collegato a Internet, cercando “ossido stannico”. Ho scoperto che questa sostanza è anche detta “fiori di stagno”. Che bello.




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