Ascensione, insinuazione, costrizione
Entro nell’ascensore, mi giro verso l’uscita.
Entra la signora Assunta.
- Buonasera Assunta, quarto piano?
- Lì abitiamo, Massimo.
- Magari voleva farsi un giro a un altro piano.
- Tenete le scarpe slacciate, Massimì.
- Ha ragione Assunta, me le allaccia?
- Vabbuò, ma voi però vi approfittate, Massimì.
- È che non lo so più fare, Assuntina.
- Le cose sconce con la signora di fronte le sapete fare però.
- Come dice?
- Le cose sconce co chilla svergognata del quarto piano.
- Io... io neanche la conosco, quella.
- Ma facìteme ‘o ppiacere, Massimì. Che tutto ‘o condominio sape. ‘O condominio tiene le orecchie, che pensate? Dint’ a o’ ascensore, per giunta. E io che pensavo che voialtre fusse ‘nu bravo guaglione.
- Mi... può farmi i nodi meno stretti per favore? Così mi si ferma la circolazione del sangue...
- Voi non vi preoccupate, che ci penso io.




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