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Archivio Aprile 2005

Dopo una giornata di lavoro

by blogghino (30/04/2005 - 18:10)

La puttana mi abbassa i pantaloni e, piuttosto sorpresa, esclama “Oh! Soltanto uno!”. Gli dà un bacetto, si alza da sotto alla scrivania e se ne va lasciandomi con l'uccello di fuori. Non so cosa fare, la situazione è piuttosto imbarazzante e mi fa ripensare al mio compagno delle medie, Giorgio Coluccello, che un giorno dovendosi firmare l'autorizzazione per entrare alla seconda ora (aveva 46 anni già in terza media) chiese alla preside “Come firmo, Coluccello?” e si prese una sospensione di altri 6 anni per un banale equivoco.

Mi rimetto i pantaloni, accendo il terminale e gioco un po' a Tetris, essendo riuscito ad eludere il primo ostacolo tecnologico che poi è il famigerato FarmaMed Clebbino Operative System. Molti nuovi assunti si bloccano proprio lì, sono quelli che scompaiono da un giorno all'altro senza motivo. Sono quelli che non si ricordano il numero di matricola, che non rispondono all'appello e che sbagliano a contare fino a dieci. Ma io non sono tra quelli. Mando giù un paio di Pasticche Noncipensare e dopo un po' squilla il telefono, rispondo, ed è Bandini in persona.

<< Buongiorno 260405-3. Sono White >>

<< Buongiorno Dottor Bandini. Mi dica >>

<< Ho detto che sono White. Per oggi il suo lavoro è finito, torni pure al Villaggio Dipendenti. Ci vediamo domattina alle 9 in punto. >>

<< Benissimo Dottor Bandini, a domani! >>

<< Le ho detto che.. >>

Chiudo il telefono e, felice di aver terminato la mia prima giornata di lavoro, me ne torno tutto contento al Villaggio per dipendenti Clebbino con la tranquillità di chi ha fatto il suo dovere. Entrando dal Cancello saluto il custode che abbassa la testa e al mio passaggio segna qualcosa su un taccuino con una biro rossa, e noto che lo fa con la sinistra, mentre stamattina mi era sembrato destro. Entro in casa, mangio una BananaGustoCipolla Clebbino e mi infilo nel letto di corsa, perchè stranamente mi sento stanchissimo : sarà lo stress, saranno le Pasticche Noncipensare, sarà per la roba che ho mangiato ieri sera, sarà che ho sognato di avere due cazzi. Chissà. Un istante dopo aver chiuso gli occhi comincio a sentire mugolii che vengono dall'appartamento accanto al mio, avvicino l'orecchio al muro per sentire meglio e mi accorgo che sono gemiti di piacere. Si stanno proprio divertendo, nell'altra stanza. Mi alzo dal letto e considero che sono single da 6 mesi, e che non mi fa bene star lì a sentire i mugolii altrui. Mi rimetto le scarpe ed esco, ma passeggiando per il corridoio dell'agglomerato numero 27 non si sente altro che urla di piacere e parole che definiscono per sommi capi l'entità delle prestazioni praticate, e tutti sono li lì per esplodere di passione e il godimento è vomitato per intero dalle serrature e si riversa tutto quanto nel corridoio e allora io scappo, scappo via lontano, mentre inizio a fare pensieri strani ed ho un'erezione senza precedenti. Mi accorgo in breve che in tutto il Villaggio per dipendenti Clebbino tutti fanno l'amore, mentre i mariti e le mogli sono al lavoro in ufficio. Sembra un'abitudine consolidata e sembra una cosa divertente, ma io sono single. L'erezione mi passa in un battito di ciglia. Corro alla Farmacia del Villaggio per dipendenti Clebbino deciso a comprare dei tappi per le orecchie per porre fine a quella tortura, ma quando entro trovo due strafiche pazzesche dietro al bancone, una bionda e una bruna, entrambe con un grosso seno che sboccia fuori dal camice, e la mia mente elabora in un attimo un paio di situazioni niente male.

<< Forza, chiedi un lubrificante di quelli che servono per le cosacce! Un AneloAllAnale Clebbino, sapor di ventresca! >>

mi dice la voce che ho dentro da quando mi lavo i denti con la Pasta Gustomerda Clebbino.

<< Dai, stronzo! Chiedi i preservativi extralarge cazzo! >>

Ci penso un po' su e considero che se almeno una delle due tipe è una ninfomane (statisticamente è così) chiedendo prodotti del genere ho buone chances di portarmela a letto in meno di 10 minuti. In effetti è proprio una buona idea. Mi faccio coraggio, mi avvicino al bancone e guardo fisso lo scaffale ricolmo di Pasta Tergisperma quando di colpo perdo sicurezza e con la voce tremante e roca esclamo, beffato :

<< Vorrei ..tappi...per...orecchie.. >>

<< Come li vuole? >> fanno le due strafiche all'unisono.

<< Extralarge >> rispondo io, e poi scoppio a piangere mentre intanto mi spunta un enorme cazzo sulla fronte.

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Ascensione, finzione, finzione di finzione?

by blogghino (28/04/2005 - 11:37)

Entro nell’ascensore, mi giro verso l’uscita.

Le porte stanno per chiudersi quando delle mani con smalto blu alle unghie ne bloccano la chiusura. Entra una donna. Decido di fingere di conoscerla.

- Salve. Come va?

- Salve. Ci conosciamo?

- Haha. Sempre spiritosa, lei.

- Ha.

- Quarto piano, no?

- Se mi conosce, dovrebbe saperlo.

- Certo che la conosco! La conosco proprio perché abitiamo allo stesso pianerottolo, no?

- Che le è successo? Si sente bene?

- Benissimo.

- Non so cosa stai cercando di fare stavolta, ma non attacca.

- Bene! Ci diamo del tu. Mi pareva, infatti.

- Veramente tu mi hai salutato con “Salve”.

- Be’ era per dire: “ehi, tu! Salve”

- Smettila, non attacca.

- Vuoi che faccia finta di non conoscerti?

-  MA SE E’ QUELLO CHE FAI SEMPRE.

- Ah sì?

- Siamo al quarto piano. Permesso, permesso.

- MI STAI DICENDO CHE ABITI VERAMENTE AL QUARTO PIANO?

- BASTAAA! NON TI SOPPORTO PIU’! SPARISCI!

- Non capisco, ma ci conosciamo noi?

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Al Risveglio

by blogghino (26/04/2005 - 12:50)

Ed è già mattina. Uno dei due falli è scomparso, quindi probabilmente me lo sono sognato. Sul petto ho segni visibili di elettrodi piazzati e poi rimossi, eppure non ricordo di essermi elettrostimolato ultimamente. No, non ho usato l'Elettrostimolatore Clebbino, capace di farti perdere 12 kg in 3 sedute, lo uso soltanto il venerdì sera prima di uscire. E oggi è lunedì, quindi sono certo di non averlo usato ieri sera. Mi vesto, esco di casa e dal Villaggio per dipendenti Clebbino e mi reco in azienda, è il mio primo giorno di lavoro. Non ho fame, ed è strano perchè in genere inizio la giornata con una colazione a base di Frattolì. Ma oggi no, sarà che sono nervoso per il lavoro, sarà che sono ancora un po' scosso da quanto ho sognato (perchè l'ho certamente sognato, di avere due cazzi), ma non ho proprio fame. Arrivo in azienda e il custode mi saluta con un "buongiorno signor 260405-3". Per entrare a lavorare nella Clebbino Corporation ho dovuto infatti rinunciare al mio nome, e 260405 è la data del giorno in cui sono stato assunto, mentre 3 significa che prima di me lo stesso giorno ne sono stati assunti altri 2. Stranamente il custode della sede è uguale a quello del Villaggio per dipendenti Clebbino, solo che non è guercio e non è gobbo. Sospetto qualcosa. Proseguo fino all'ascensore e premo il pulsante 26. I piani del'edificio sono 31, e in genere si viene assegnati al piano relativo al giorno in cui si è stati assunti. Io sono stato assunto il 26 e quindi sto al 26-esimo piano. Ovviamente il 28-esimo piano è un po' sovraffollato e al 31-esimo stanno larghi, ma non vi dico perchè. Arrivateci da soli. Entro nel mio ufficio per la prima volta, e mentre la puttana mi sbottona i pantaloni continuo a pensare che non so ancora perchè sono stato assunto.

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I gelati sono buoni

by blogghino (20/04/2005 - 09:35)

Ieri dopo pranzo sono andato a comprarmi un cono gelato. Se non ho i soldi contati per il cono gelato evito di andare a comprare il gelato, infatti le operazioni di pagamento in gelateria sono sempre problematiche, a meno che non sia espressamente previsto che tu faccia prima lo scontrino, liberandoti così in anticipo della spinosa questione del pagamento. Infatti è difficile pagare quando ti ritrovi il cono gelato in mano e devi compiere l’operazione di pagamento con la mano rimasta libera. E l’operazione raggiunge un livello di difficoltà estremo nel caso che uno debba pure prendere il resto dei soldi, ecco che il gelato comincia a colarti su una mano mentre l’altra mano arranca sul bancone cercando di raccattare le monete che sembrano incollate a quel bancone del cazzo, e io odio veder colare il gelato. Devo subito leccarlo, è più forte di me. Questo vale anche per i gelati degli altri: ci sono i turisti stranieri tipo i giapponesi gli americani che vogliono provare un Vero Gelato Italiano e poi però non sanno mangiarlo, stanno lì che lo pucciano timidamente, pudicamente, e il gelato si scioglie e cola sulle loro mani e questo per me è intollerabile, è allora che decido di intervenire andando a leccare io stesso, prima che lo sfacelo sia completo e totale. Solo che la gente non apprezza, la gente non sa cosa sia la riconoscenza negli anni zero.

 

Io per esempio Armenia l’ho conosciuta proprio in una gelateria. Io avevo preso un cono gelato monogusto, al pistacchio. Stavo uscendo dalla gelateria quando ho visto questa ragazza con in mano un cono gelato bigusto fragola e limone, con la fragola che le stava colando sulle nocche. Non ci ho visto più e sono andato a leccare le nocche di Armenia, anche se ancora non sapevo che si chiamasse così, ancora non sapevo niente di lei se non il fatto che non sapeva mangiare il gelato. Come le ho leccato le nocche Armenia si è pietrificata per qualche secondo, dopodiché seria seria ha inzuppato la punta del naso nel limone. Io allora le ho leccato la punta del naso. Allora lei si è come spiaccicata il gelato sulle labbra e sul mento. Io allora le ho leccato il mento e poi gli angoli della bocca e poi lei ha improvvisamente aperto la bocca e allora le ho leccato il dentro della bocca e la mia lingua al pistacchio ha toccato la sua lingua alla fragola, lì abbiamo scoperto che fragola e pistacchio stanno molto bene insieme. “A casa mia ho un’intera vaschetta da un chilo di gelato artigianale”, mi ha detto a quel punto guardandomi in modo strano. Mi stava invitando a mangiare il gelato a casa sua, come potevo dire di no? Infatti ho detto di sì.

- Sì cosa?

- Sì andiamo a casa tua.

Con la mano impiastricciata di fragola mi ha preso la mano libera e mi ha trascinato fuori dalla gelateria. Siamo andati da lei e come siamo entrati in casa mi è saltata al collo e ha cominciato a sbottonarmi la camicia.

- Sì ma il gelato? - ho detto io.

- È in frigo - ha detto succhiandomi il collo.

- Che vogliamo fare? Non lo mangiamo? - ho detto.

- Dopo - ha detto lei mordendomi il collo.

- Ahio. Come dopo, dopo che, mi hai invitato a mangiare il gelato, che vogliamo fare?

- Senti, non ce l’ho il gelato, ho mentito - ha detto sfilandomi la cintura dai pantaloni.

- Che cazzo significa che hai mentito. Io adoro il gelato. Mi hai illuso - ho detto, ero fuori di me.

- Senti - ha detto Armenia senza perdere la calma - devo rivelarti un segreto.

- Che segreto.

- La mia fica. Sa di gelato alla vaniglia.

- Davvero?

Ha fatto di sì con la testa, allora io sono scivolato a sedere in terra, spalle al muro. Armenia si è abbassata gli slip, ha allargato le gambe e mi ha infilato la testa sotto la gonna. Si stava bene là sotto, era come quando al cinema si spengono le luci e sta per cominciare lo spettacolo.

Ho cominciato a leccarle la fica ed effettivamente aveva un sapore di vaniglia. Sì. Ma di vaniglia e basta, non di gelato alla vaniglia. Dopo un po’ ho smesso di lappare e le ho detto: “signorina”.

- Mh?

- Hai ragione, sa di vaniglia. Ma non di gelato alla vaniglia.

- E non ti piace la vaniglia?

- Mi piace moltissimo la vaniglia, sì. Ma però adesso avevo voglia di gelato.

Allora Armenia ha sollevato la gonna ed è stato come se al cinema si rompe la pellicola e di colpo si accendono le luci e  tu rimani tipo di merda.

- E allora se hai voglia di gelato vatti a comprare il gelato, e scusa tanto - ha detto Armenia reinfilandosi gli slip. Si vedeva che era tipo incazzata, era tutta rossa in volto.

E allora io me ne sono andato.

Comunque più tardi sono tornato con una vaschetta di gelato artigianale da un chilo e, ragazzi, quel gelato lo abbiamo fatto arrivare da tutte le parti.

Comunque non era di questo che volevo parlare.

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Nuovo chewingum Clebbino

by blogghino (17/04/2005 - 21:51)

Oggi sono uscito con una ragazza molto carina e appena arrivato le ho regalato un piccolo pelouche, una volpe, che le è piaciuta molto. Mi ha ringraziato con un bacio e poi mi ha infilato la lingua nell'orecchio. Abbiamo passeggiato un po' parlando delle nostre storie precedenti, io veramente ho parlato per pochi minuti, lei è andata avanti per mezzo pomeriggio e ha soltanto fatto cenno ai suoi rapporti occasionali. Ha detto che di quelli me ne parlerà per bene un'altra volta. Poi siamo entrati in un cinema anche se a me il film non piaceva, davano "Bandini vs. Gozilla", un B-movie indiano che parla di un dirigente aziendale dall'alito pesante. Ci siamo seduti in ultima fila e lei mi ha dato un bacio profondo e lungo. Ha smesso di limonarmi all'intervallo. Quando le luci si sono spente per il secondo tempo mi ha chiesto di andare a casa sua, e mi sono emozionato così tanto che non sarei riuscito a soddisfarla, SE NON AVESSI AVUTO CON ME LE NUOVE CINGOMME CLEBBINO. Domani la rivedo, deve parlarmi a fondo dei suoi rapporti occasionali negli ultimi 3 anni, e ho preso il pomeriggio libero.

ERection Clebbino : il chewingum che ti svolta la vita!

 

 

 

 

con la gentile partecipazione di emiglia

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Seconda lettera di Ermete dalla Zona Deumanizzata

by blogghino (14/04/2005 - 11:41)

Ho trovato nella cassetta della posta questo nuovo messaggio del mio amico Ermete Dossi, scritto su un pezzo di cartone umido:

Ciao, tutto bene nella zona deumanizzata. Credo di essere dimagrito di una decina di chili per via della dieta di vegetali e insetti che sto facendo, o forse per l’intensa attività fisica tipo fare le scale, camminare a piedi guadare i fossi scappare dai topi.

C’è una cagna che mi segue da qualche giorno, non so bene quanti giorni, ho perso il conto dei giorni, un incrocio tra una bastardella bastardina, con il pelo corto color ruggine le orecchie dritte il muso saputo un bel culo una bella coda bianca.

Questa cagna mi segue da quando una volta impietosito le ho dato da mangiare le ossa di un piccione che avevo arrostito dentro un bidone della tamoil trovato in una stazione di benzina abbandonata. Scodinzola, tira fuori la lingua e mi lecca il dorso della mano, fa gli occhi molli.

Ora io devi sapere che non conosco una donna da quando ho lasciato la parte umanizzata della città, non mi ricordo quasi più come è fatta una donna mi ricordo solo un fatto di odori e sussulti movimenti sinuosi. Questa cagna fa gli occhi molli, mi guarda strano, mi provoca. E insomma l’altro giorno mi ha preso un’elettricità delle mani e dell’inguine ho afferrato per la coda la cagna e me la sono sc ci ho fatto l’a hai capito cosa. Sì quella cosa. Dopo quell’avvenimento scodinzola un po’ meno però continua a leccarmi la mano, anche se in modo diverso. Adesso ti saluto perché lo spazio in questo pezzo di cartone è finito ciao

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Il sistema undecimale

by blogghino (12/04/2005 - 10:34)

Stamattina mi sono svegliato con undici dita delle mani. Undici dita! Disperato ho telefonato a mio padre, che fa il medico in pensione.

- Ho undici dita!

- Come sarebbe.

- Undici dita invece di dieci, ecco come sarebbe.

- La gente può perdere le dita, ma non ho mai sentito di nessuno che si ritrovasse di punto in bianco delle dita in più.

- Forse sono diventato tipo radioattivo.

- Qual è il dito in più, esattamente?

- Ma non lo so, che domanda è? Non ho il coraggio di controllare. Mi faccio impressione. Stamattina ho contato le dita e ne avevo undici, tutto qua.

- Va bene, ma quale diavolo è il dito doppione?

- Ma non lo so, cazzo! Che differenza fa? Accidenti, voi medici siete tutti uguali, non ascoltate mai! Ti dico che mi ritrovo con undici dita invece che dieci e invece di preoccuparti, mi chiedi qual è il dito in più?

- Invece c’è una certa differenza. Un conto è ritrovarsi con due mignoli in una mano, un conto con due pollici. Con due pollici si potrebbero fare un sacco di cose…

- Ho capito, mi stai prendendo per il culo. Vengo lì a farti vedere, non muoverti.

- E chi si muove.

Mi sono lavato i denti a occhi chiusi, cercando di non guardarmi le mani. Mi sono infilato le scarpe, magari ora che avevo undici dita sarei stato capace di allacciarmele, ma ero terrorizzato e non c’ho neanche provato, con le scarpe slacciate sono salito in macchina e sono andato a casa dei miei. Mio padre è venuto ad aprirmi.

- Eccoci qua.

- Come sta mamma?

- Dorme, quindi fai piano. Allora, qual è la mano con il dito in più? Almeno questo lo sai?

- Perché non ci dài un’occhiata tu, visto che sono qui?

- Se ti decidi a tirare fuori le mani dalle tasche, si può anche fare.

Tremando ho estratto le mani dalle tasche e ho disteso le dita davanti alla faccia di mio padre.

- Sono dieci.

- Come?

- Sono dieci dita. Non c’è nessun doppione.

Le ho contate, erano davvero dieci.

- Devo aver contato male, stamattina.

- Perché ti sei contato le dita?

- Così. Erano anni che non lo facevo.

Mio padre ha guardato le mie scarpe slacciate.

- Perché non ti compri un paio di mocassini?

- Quali sono, esattamente, le cose che potrei fare con due pollici in una mano?

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Villaggio Dipendenti Clebbino

by blogghino (10/04/2005 - 12:42)

Piove. La Clebbicola Clebbino è troppo fredda, ho mal di stomaco. Ieri sera non mi sono divertito. C'è gente strana al Villaggio Clebbino, dove vivo da qualche ora. Sono stato appena assunto dalla Clebbino Corporation e non so ancora perchè, a far cosa, in che ambito. Ma ho bisogno di denaro, per questo ho accettato. Girano strane voci su questa azienda. In particolar modo il custode del Cancello, che è gobbo, si è raccomandato di non uscire di casa dopo le 21. Non ho paura, sono solo un po' stordito dagli effetti della Clebbicola. Gli incredibili effetti dei prodotti Clebbino. Mangio una piada cioccolata&mortadella, l'ho trovata in frigo assieme alla Clebbicola e ad un paio di Steccalecca. Mi viene una fame tremenda, di colpo. Faccio appena in tempo ad arrivare in cucina e ad aprire il frigo, afferro gli Steccalecca e senza neanche togliere la carta li mando giù tutti e due insieme, e immediatamente la fame cessa. Sento un rumore simile ad un peto provenire dal mio stomaco. Sollevo la maglietta e mi accorgo di avere un secondo pene, proprio al posto dell'ombelico. Dovrei essere nervoso, preoccupato, impaurito. Ma no, niente di tutto questo. Provo una calda sensazione di benessere, e già che ci sono la prolungo con un paio di Pasticche Noncipensare Clebbino e filo a letto. Spengo la luce, ed è già mattina.

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Ascensione, introspezione, speculazione

by blogghino (07/04/2005 - 11:37)

Entro nell’ascensore, sbatto con il muso contro lo specchio della parete, rimango così, senza girarmi verso l’uscita. Qualcuno entra alle mie spalle ma non riesco a vedere chi è, perché ho la faccia appiccicata allo specchio, vedo soltanto le mie enormi pupille riflesse.

Una voce di donna mi chiede:

- A che piano?

- Quarto grazie. E lei?

- Si sente bene?

- Ho un bruscolino nell’occhio. Lei a che piano va?

- Quarto.

- Perché non ripristiniamo l’antica magia?

- Come dice?

- Anche io abito al quarto. Che strano, eppure la sua voce non mi dice niente.

- Se vuole, provo a guardare io nel suo occhio.

- Non oso pensare a cosa potrebbe accadere se ci guardassimo negli occhi. Va a trovare qualcuno, al quarto piano?

- Oh, santodio. Ma non finirà mai?

- È un ascensore veloce, è già finita. Siamo al piano.

- Arrivederci.

- Ma lei non mi ha risposto! Va a trovare qualcuno o ci abita, a questo piano? No, perché io non credo di conoscere la sua voce. Sarebbe strano che abitassimo allo stesso piano e non ci fossimo mai incontrati prima…

- La smetta di parlare, sta appannando tutto lo specchio.

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by blogghino (05/04/2005 - 10:13)

 

 

Boh.

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