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Archivio Agosto 2005

by blogghino (31/08/2005 - 11:42)

Giuseppa Incaricata back from holidays

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tivititibì

by blogghino (29/08/2005 - 12:31)

Armenia è tornata dalla Tunisia senza un pelo, con la testa rapata a zero e il pube completamente depilato perché in Tunisia non si sa come le erano venuti i pidocchi. Su Internet ho letto che un pidocchio succhia circa un paio di milligrammi di sangue al giorno, che è un sacco di roba considerato che è grande non più di due, tre millimetri. Vedere Armenia tutta liscia e rosa mi fa un po’ impressione, e spesso mi ritrovo a fissare la sua testa rapata come fosse la superficie deserta di un pianeta inesplorato.

Ierisera a casa sua abbiamo visto un film in DVD, che io chiamo divuddì, anche se la televisione dice dividì, che è la pronuncia inglese. La televisione dice anche sidiròm, mentre io dico ciddirom. Non vedo perché in Italia si debba dire dividì e sidiròm quando poi per dire videocassetta nessuno dice vu eic ès, ma vuaccaesse. E pure cd si dice ciddì, mica sidì. Però adesso c’è questa moda di pronunciare le sigle in inglese contro la quale io non ho niente, però insomma bisognerebbe uniformarsi. Quindi dovremmo tutti dire tivì invece che tivvù e iu em ti es invece che uemmetiesse e em pi three invece che emmepittré. Dovremmo tutti dire: cara, potresti spegnere il lettore sidì e accendere la tivì che così ci vediamo un bel dividì?, e dire questo sorridendo, e sentirti tutti tecnologici e fichissimi, fino a quando una bomba eic non ci spazzerà via.

Il film non mi ricordo il titolo, era la storia di un uomo che nella vita lotta per diventare qualcuno, e alla fine ci riesce. Come contenuti extra c’era un intervista all’attore potagonista, dove lui spiega quanto sia stato difficile calarsi in questo personaggio che nella vita lotta per diventare qualcuno e alla fine ci riesce, rispetto agli altri film da lui interpretati dove pure i personaggi lottavano per diventare qualcuno e alla fine ci riuscivano. Poi ci sono alcuni backstage dove si vede l’attore nelle fasi precedenti al ciak, nel momento in cui si cala nella parte dell’uomo che lotta per diventare qualcuno nella vita.

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Beghe all'ippodromo

by blogghino (08/08/2005 - 20:46)

Mentre i due bestioni lo tengono, il terzo gorilla della Clebbino, che indossa un vestito nero di taglio italiano, gli assesta dei gran diretti sul volto.

 

<<Parla!>> gli urlano a turno.

<<Parla!>> e ad ogni esortazione verbale ne seguono un paio molto più convincenti, che tuttavia non riescono a smuovere efficacemente la lingua del nostro piccolo protagonista, istupidito e galvanizzato dall’estasi del martirio. La luce del lampione bacia placida la fronte del malcapitato e le stelle osservano silenziose e compiaciute il lento incedere della vita, che si prolunga sotto la loro protezione paterna ed ancestrale. Per un istante George si sente davvero in pace col resto dell’universo, perfettamente inserito nel siderale andirivieni cosmico, alza gli occhi al cielo e mentre il sangue gli cola dal lato destro del labbro inferiore ha un’espressione soddisfatta e sorpresa.

 

<<Mantieni la calma, George. Presto se ne andranno>> è quello che si ripete mentalmente il nostro amico ormai inginocchiato sull’asfalto.

 

Quando però con fare disinvolto uno dei due che lo tengono molla la presa e gli afferra le palle strizzandogliele per due volte, il nostro ragazzo si abbandona a terra urlando disperato col tono di voce di una dolcissima, divina passeggiatrice da due soldi. Il martirio non sembra più così elettrizzante e mentre il gonfiore palesa gli effetti di una vasectomia improvvisata, George, il nostro festoso amico di tutti, comincia a boccheggiare e a guardare con gli occhi impauriti i suoi ameni, serafici assalitori.

 

<<Guardalo!>> dice uno dei tre a quello alla sua destra.

<<Guardalo! Sta cercando di dirci qualcosa!>>

<<Cioè? Da cosa lo capisci?>>

<<Sta cercando di dirci qualcosa, guarda come agita la coda!>> e scoppiano a ridere tutti e tre i bestioni, i cani da guardia della Clebbino Corporation che si occupano del giro di scommesse giù all’ippodromo.

 

Mentre il povero George Masciarelli ingoia aria intento a tenersi in vita ancora per un po’, due dei tre compagnoni che gli ronzano attorno lo sollevano di peso e gli ripetono la domanda. George sputa sangue per l’ultima volta, apre un occhio e biascica piangendo la risposta che tutti attendevano ansiosi.

 

<<..Caffè..>>

 

Il cane della pistola scatta, un rumore sordo echeggia nel vicolo. E del fantino George Masciarelli non resta altro che una macchia di sangue sul marciapiede e il ricordo stampato negli occhi grandi e fissi del suo cavallo. L’ex campione Caffè, che quotato sul mercato delle bistecche vale si e no qualche centinaio di euro. Ma tutto fa brodo, anche la carne di cavallo, per i magnati della Clebbino Corporation.

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Il kolossal di agosto

by blogghino (05/08/2005 - 12:42)

L’altro giorno volevo andare al cinema e allora ho aperto la pagina dei cinema sul giornale e ho visto che molte sale davano un film intitolato “Chiusura estiva”, allora ho pensato che fosse un kolossal di quelli americani che riempiono le sale, di quelli assolutamente imperdibili. E ho pensato: peccato che Armenia sia in vacanza – Armenia è andata in vacanza da sola in Tunisia, abbiamo litigato per un motivo che adesso non ho voglia di raccontare e così abbiamo deciso di fare vacanze separate –, se non era in vacanza la portavo con me a vedere “Chiusura estiva” e magari per una volta non era il solito film su uno che nella vita lotta per diventare qualcuno e alla fine ci riesce. Ma Armenia non c’era e allora ho deciso di andarci da solo al cinema, sono adulto e vaccinato. Però sul giornale non c’erano gli orari degli spettacoli e allora ho telefonato al cinema per saperli e c’era la segreteria telefonica che diceva: Cinema Arcobaleno, da giovedì 21 luglio “Chiusura estiva” e questa era una conferma, però non una parola sugli orari. Allora ho pensato che fossero gli orari standard e così sono uscito per andare allo spettacolo delle 20 e 30. Fuori la città era deserta e i negozi erano quasi tutti chiusi per ferie e io mi sono immaginato i commercianti al mare, in costume, che si lamentavano sotto l’ombrellone della crisi dei consumi. Ho inviato un sms ad Armenia, gli ho scritto “Sto andando al cinema a vedere Chiusura Estiva, se c’eri ti portavo con me”. Sono arrivato al cinema Arcobaleno ma il cinema era chiuso, c’era proprio la serranda abbassata eppure erano le venti e venti, a quest’ora fanno le pubblicità lunghe e poi i trailer dei film, non dovrebbe essere ancora chiuso. Ho guardato sulla bacheca e c’era un cartello bianco messo di traverso con il titolo del film, “Chiusura estiva”, però la locandina non c’era e io ho pensato che si trattava di una trovata del marketing davvero geniale, utile a creare attesa suspence curiosità. Infatti non stavo più nella pelle. Ho aspettato per mezz’ora che il cinema aprisse ma il cinema non ha aperto e allora mi sono scocciato, ho dato un calcio alla serranda che ha fatto un rumore come di risata metallica che ha rimbombato su tutta la strada deserta. Sono andato via pensando magari è un film tratto da un libro, adesso vado in libreria a vedere se trovo il libro. Armenia non aveva ancora risposto al mio sms. Andando verso la libreria si è alzato un gran vento caldo e un sorcio ha attraversato la strada e mi è arrivato come un odore di marmellata rancida.

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Ascensione, anticipazione, incitazione

by blogghino (03/08/2005 - 10:43)

Entro nell’ascensore un attimo prima che le porte si chiudano.

Dentro c’è una signora che non ho mai visto prima. Mi giro verso l’uscita ma è troppo tardi, le porte si richiudono prima che io possa uscire. Resto rivolto verso l’uscita.

- A che piano, signora?

- Stavolta t’ho fregato, eh?

- Io salgo al quarto.

- Anche io, ma che combinazione. Cos’è, volevi uscire per caso?

- Quarto piano allora. Io non la conosco.

- Conoscimi adesso, allora. Hai ancora, uh, tre piani di tempo.

- “Tre piani di tempo”. Che modo di dire assurdo. Lei non abita qui vero?

- Due piani di tempo.

- Perché altrimenti ci saremmo incontrati altre volte. Chi va a trovare, al quarto piano?

- Sei a corto di argomenti eh? Un piano di tempo.

- Cioè. Mi faccia capire. Adesso io…

- Siamo al piano.

- Ci trasferiamo tipo al sesto? Al decimo? All’undicesimo? Così, per avere più tempo.

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