Beghe all'ippodromo
Mentre i due bestioni lo tengono, il terzo gorilla della Clebbino, che indossa un vestito nero di taglio italiano, gli assesta dei gran diretti sul volto.
<<Parla!>> gli urlano a turno.
<<Parla!>> e ad ogni esortazione verbale ne seguono un paio molto più convincenti, che tuttavia non riescono a smuovere efficacemente la lingua del nostro piccolo protagonista, istupidito e galvanizzato dall’estasi del martirio. La luce del lampione bacia placida la fronte del malcapitato e le stelle osservano silenziose e compiaciute il lento incedere della vita, che si prolunga sotto la loro protezione paterna ed ancestrale. Per un istante George si sente davvero in pace col resto dell’universo, perfettamente inserito nel siderale andirivieni cosmico, alza gli occhi al cielo e mentre il sangue gli cola dal lato destro del labbro inferiore ha un’espressione soddisfatta e sorpresa.
<<Mantieni la calma, George. Presto se ne andranno>> è quello che si ripete mentalmente il nostro amico ormai inginocchiato sull’asfalto.
Quando però con fare disinvolto uno dei due che lo tengono molla la presa e gli afferra le palle strizzandogliele per due volte, il nostro ragazzo si abbandona a terra urlando disperato col tono di voce di una dolcissima, divina passeggiatrice da due soldi. Il martirio non sembra più così elettrizzante e mentre il gonfiore palesa gli effetti di una vasectomia improvvisata, George, il nostro festoso amico di tutti, comincia a boccheggiare e a guardare con gli occhi impauriti i suoi ameni, serafici assalitori.
<<Guardalo!>> dice uno dei tre a quello alla sua destra.
<<Guardalo! Sta cercando di dirci qualcosa!>>
<<Cioè? Da cosa lo capisci?>>
<<Sta cercando di dirci qualcosa, guarda come agita la coda!>> e scoppiano a ridere tutti e tre i bestioni, i cani da guardia della Clebbino Corporation che si occupano del giro di scommesse giù all’ippodromo.
Mentre il povero George Masciarelli ingoia aria intento a tenersi in vita ancora per un po’, due dei tre compagnoni che gli ronzano attorno lo sollevano di peso e gli ripetono la domanda. George sputa sangue per l’ultima volta, apre un occhio e biascica piangendo la risposta che tutti attendevano ansiosi.
<<..Caffè..>>
Il cane della pistola scatta, un rumore sordo echeggia nel vicolo. E del fantino George Masciarelli non resta altro che una macchia di sangue sul marciapiede e il ricordo stampato negli occhi grandi e fissi del suo cavallo. L’ex campione Caffè, che quotato sul mercato delle bistecche vale si e no qualche centinaio di euro. Ma tutto fa brodo, anche la carne di cavallo, per i magnati della Clebbino Corporation.




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