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A volte il nostro organismo non riesce ad adattarsi al ritmo frenetico della vita odierna contemporanea.
A volte (raramente) il nostro organismo si muove a una velocità superiore.
A volte (molto più spesso) si muove a velocità inferiore.
Quando il nostro organismo non è “a ritmo”, le conseguenze si fanno sentire su noi donne e noi uomini del terzo millennio: svogliatezza, irritazione, senso di inadeguatezza, frustrazione, insicurezza, ansia, depressione, angoscia, dolore, in alcuni casi morte.
Ma da oggi c’è Purgastalin Clebbino®
Purgastalin Clebbino® restituisce il giusto ritmo al tuo organismo, permettendo a te donna e a te uomo del terzo millennio di vivere il tuo tempo in salute e con il sorriso ben spiaccicato in faccia.
Ecco le testimonianze di donne e uomini contemporanei che grazie a Purgastalin Clebbino® hanno riportato il loro organismo sulla giusta e retta via.
Giusy Bagnoli, 33 anni, estetista
“La mattina ero nervosa e sbagliavo sempre a truccarmi. Al lavoro le colleghe mi parlavano dietro. Gli uomini mi usavano per il loro piacere personale, ma poi mi abbandonavano quando vedevano che io mi aspettavo qualcosa di più. Ero irascibile e ossessionata dall’alitosi. Il mio organismo non era all’altezza delle mie aspettative. Ma poi ho scoperto Purgastalin Clebbino® e la mia vita è cambiata. La mattina metto giusto un filo di trucco e la prossima estate io e la mia collega Tinì andiamo in vacanza a Ibiza”
Marino Gabbiadèi, 47 anni, carpentiere
“Tornavo a casa la sera dal lavoro e dopo cena, nonostante fossi molto stanco, non riuscivo più ad addormentarmi davanti alla televisione come un tempo. Il mio organismo non era all’altezza delle mie aspettative. Ero scorbutico e mio figlio non mi rivolgeva più la parola. Ero in ritardo con le rate del mutuo. Grazie a Purgastalin Clebbino® ho ritrovato me stesso e mio figlio è tornato a confidarsi con me e finalmente ha deciso di andare in comunità. La banca mi ha concesso un prestito a un tasso vantaggioso.”
Luigi Marzin, 23 anni, studente universitario
“Ero stato bocciato per l’ennesima volta all’esame di Fisica 1. Mi sudavano le mani e anche per questo avevo difficoltà di relazione con le ragazze mie contemporanee. Il mio organismo non era all’altezza delle mie aspettative. Un mio amico mi ha consigliato Purgastalin Clebbino® e la mia vita è cambiata. Ora porto i capelli lunghi e mi sono iscritto a Filosofia.”
Paolo Salamandri, 29 anni, transessuale
“Avevo problemi di prostata da qualche mese e i miei clienti spesso si lamentavano e io mi ripetevo che il mio organismo non era all’altezza delle mie aspettative. Grazie a Purgastalin Clebbino® oggi i miei affari si sono decuplicati, e quando dico affari sapete tutti a cosa mi riferisco.”
Samuele Baldassi, 30 anni, pugile professionista
“Avevo perso il terzo incontro di fila e il mio allenatore mi guardava sconsolato, non sapeva che dirmi e non mi rivolgeva la parola. È stato un periodo particolarmente frustrante, ero ingrassato di 20 kg e non riuscivo a smuovermi dalla poltrona. Insomma, il mio organismo non era all’altezza delle mie aspettative. Poi con Purgastalin Clebbino® tutto è cambiato, ora faccio il fiorista e vado col corpo regolarmente tutti i giorni dispari.”
Vera Rossi, 45 anni, succhiatrice
“Lavoravo in un’azienda di cui non faccio il nome per non fare pubblicità, e dovevo tirare fuori i noccioli delle olive succhiandoli via con la bocca. Prima facevo la segretaria poi durante un colloquio il presidente della mia azienda mi ha detto che avevo della stoffa e che con le olive ci sapevo fare. Comunque da un giorno all’altro ho perso la voglia di lavorare, e non riuscivo più a tirar fuori i noccioli dalle olive come prima, avevo compiuto da poco i 44 anni e mi rendevo sempre più conto che il mio organismo non era più all’altezza delle mie aspettative. Poi. Un martedì sono entrata in una farmacia e ho preso una confezione di Purgastalin Clebbino® e da quel momento tutto è andato meglio. Oggi riesco a ciucciare anche 4 olive contemporaneamente e ho avuto un aumento dal presidente che oggi è in ferie.”
Marco Rosso Perfetti, 51 anni, politico
“Da qualche tempo con il partito non andava più come prima, ero sempre lì a scontrarmi con tutti, a dire che avevamo perso il contatto con la realtà, che ci eravamo venduti al diavolo. Ero una voce fuori dal coro, e oggi posso ammettere che mi sbagliavo. La verità era che il mio organismo non era all’altezza delle mie aspettative. Con l’ausilio di Purgastalin Clebbino® ho imparato a controllarmi e i 3 mesi di gulag mi hanno fatto capire dove sbagliavo, e adesso voto Lega Nord perché mi manca la Siberia.”
Alessia Barduzzi, 32 anni, showgirl e attrice
“Erano giorni che non andavo di corpo e mi spuntavano brufoli in zone veramente sensibili. Ricordo anche che le emorroidi esterne non mi davano tregua e che la scabbia si stava impadronendo del mio cuoio capelluto. Era davvero un problema per me, che col mio corpo ci lavoro, perché il mio organismo non era all’altezza delle mie aspettative. Pochi giorni prima di iniziare le riprese di una nota serie il mio agente mi ha regalato una confezione di Purgastalin Clebbino® e appena l’ho aperta tutti i miei problemi si sono risolti istantaneamente, e oggi il mio agente è diventato mio marito.”
Thomas Ramingo, 38 anni, addetto alla pressa
“Era un periodo che TSSSSSSS e stavo proprio TSSSSSSS. Mia moglie andava con TSSSSSSS e il mio organismo non era all’altezza delle mie aspettative perché TSSSSSSS. Poi un giorno per TSSSSSSS Purgastalin Clebbino® che mi ha risolto TSSSSSSS e ora va tutto TSSSSSSS.”
A volte sembra che il mondo contemporaneo vada alla rovescia, ma è soltanto il tuo organismo ad essere rovesciato.
Raddrizza il tuo organismo.
Raddrizza il mondo con Purgastalin Clebbino®
Ascensione, costernazione, elusione
- Be’? - Ci conosciamo? - Cioè. Non mi chiedi a che piano devo andare? - Scusi. Sono un po’ triste. Pensavo a delle cose. Che piano? - Quarto. Quarto piano. - Quarto piano. - E quindi? - E quindi? - Tu a che piano? - Ma a lei che gliene importa, scusi? - Anche tu vai al quarto piano. Che coincidenza, hai visto? Andiamo allo stesso piano. Non ci siamo mai visti ma abitiamo allo stesso piano. - Ma lei che ne sa? - Infatti! Infatti! Questa è la cosa pazzesca! Abitiamo allo stesso piano, non ci siamo mai visti, ma invece ci siamo visti perché io lo so benissimo che abiti al quarto piano! Forza. Vai avanti. - Vado avanti? - Su su, questa cosa. Questa cosa che ci conosciamo ma non ci conosciamo. Non ti manda fuori di testa? - Signora, siamo al piano. La saluto. - A quali cose pensavi? - Eh? - A quali cose pensavi che ti rendono triste? - Lei mi sa che non sta tanto bene. Arrivederci. - Aspetta un momento. Mi dispiace che sei triste. Aspetta un momento, cazzo! Ehi! Ti è venuto da ridere! Ho visto benissimo sai? Torna subito qua!
Entro in ascensore, mi giro verso l’uscita. Le porte stanno per chiudersi, quando la chiusura viene fermata da una mano di donna. Capisco che è una mano di donna essenzialmente dallo smalto blu di prussia alle unghie. Le porte si riaprono e la donna, che non ho mai visto prima, riesce ad entrare. Le porte si richiudono. Io sono un po’ triste. La signora mi guarda.
But also not
Penelope 11 è il più informatico di tutto il Reparto Entropia. La scorsa settimana ha infestato le mail aziendali con il virus “But-also-not”, riuscendo a paralizzare la produzione della Clebbino per tre giorni. Il virus colpiva il testo delle mail, modificandolo. Così partivano messaggi come: “Incrementare del 20% la produzione di SteccaLecca Clebbino. Ma anche no.”, o “Partire con la fase 1 della campagna di lancio del prodotto “AriaFritta Clebbino. Ma anche no.”, o “Meeting Ufficio Marketing alle 03.00 p.m. Ma anche no”, col risultato che nel giro di mezz’ora si è scatenato il caos. Venerdì sera Penelope 11 è stato convocato d’urgenza nell’ufficio del capo.
“Hai passato il limite, Penelope 11” gli ha detto il capo, “Sei licenziato.”
Penelope 11 è impallidito.
“Ma anche no” ha aggiunto il capo dopo qualche secondo, ed è scoppiato a ridere.
Così ora Penelope 11 non sa se è stato licenziato o meno.
Ieri notte Penelope 3 ha chiesto a Penelope 5:
“Esci con me domani pomeriggio?”
“Ma anche no.”
“Quindi, anche sì?”
“Ma anche no.” Ha ripetuto, e si è messa a ridere. Tutto il Reparto Entropia ha riso.
Poi ho sentito Penelope 6 che parlava al telefono, tutto concitato:
“Lo so che il fatto che lavoro di notte e quindi non dormiamo mai insieme ti sta mettendo in crisi, Claudia. Ma è il mio lavoro, lo sai. Lo faccio per noi due. Lo faccio perché un giorno possiamo sposarci e comprare una casa e avere dei figli. Ma anche no.”
Mi girava la testa, avevo bisogno di una pausa.
“Vado a prendere un caffè”, ho detto, “qualcuno vuole un caffè”?
“Io!” qualcuno ha detto “Ma anche no.”
Tutti hanno riso.
Nella saletta bar c’era Penelope 11. Aveva in mano un bicchiere di plastica, vuoto, e ne fissava il fondo.
“Hai creato un mostro, Penelope 11.”
“Ti prego…”
“Ma anche no.”
“Mi sono fatto prendere la mano. Ma anche no.”
“Vedrai che finirà. Finirà presto. Ma anche no.”
“Se potessi tornare indietro. Ma anche no.”
Abbiamo riso entrambi.
Dopo aver mangiato un paio di bustine di Guerrilla Clebbino, gli
stuzzichini piccanti prodotti dalla Clebbino Corporation, ho sentito il
bisogno di stendermi sul letto per qualche minuto. La testa mi girava,
e mi sentivo prudere dappertutto, come se avessi bevuto acquaragia. Mi
sono disteso in preda a spasmi muscolari facciali e ho aspettato che il
dolore passasse, e c'è voluto molto tempo perchè sono svenuto e mi sono
svegliato che era già notte. Ricordo distintamente di aver aperto gli
occhi mentre qualcuno mi stava trasportando su una StereoTipo Nera,
l'utilitaria Clebbino per chi non ha soldi e non pretende molto dalla
vita. Una macchina per poveri sfigati, insomma. Mi sono seduto sul
sedile e ho chiesto all'autista <<dove cazzo mi stai
portando?>> e lui ha premuto il bottoncino dell'accendisigari e
una nuvoletta azzurra è uscita dalle portiere posteriori investendomi
le narici e la bocca. Sono svenuto di nuovo e quando mi sono
risvegliato ero dentro una stanza ben illuminata e avevo un sigaro in
bocca, parlavo spagnolo ed avevo una barba nera e lunghissima.
<<..sarà pronto per domani>> ha detto uno di quelli che mi
ronzavano attorno in camice, dandomi un buffetto sul mento.
Una serata speciale
Ieri sera ho invitato a cena Penelope 5 perché era il suo compleanno e in frigo avevo del minestrone della scorsa settimana da finire. Siccome Penelope 5, però, è arrivata un’ora prima dell'appuntamento, le ho detto: facciamo un gioco. Abbiamo preso tutti i piatti di casa mia e le ho spiegato: vedi quelle persone giù in strada? Ecco, bisogna tirare i piatti da qua e colpirle. Solo sulla testa. Non valgono mani, braccia o cani. Lei si è sporta leggermente dalla finestra, ha guardato giù e ha detto: bello.
Abbiamo iniziato a giocare. Ho vinto io cinque a due. Poi siccome abbiamo visto che giù per strada non passava più nessuno, ho dato un occhio all'orologio a cucù appeso in soggiorno e ho visto che era ora di cena e a quell’ora le persone se ne stavano tutte in casa a mangiare. Poi abbiamo finito tutti i piatti, mi ha detto lei.
A quel punto dovevamo mangiare anche noi, ma avendo finito tutti i piatti, il minestrone presentava un problema non da poco. Allora ho deciso che il minestrone lo avrei servito direttamente sul tavolo, perché avevamo fame, e un’altra settimana in frigo non poteva starci. Penelope 5 si è seduta al suo posto, io ho preso un mestolo e ho cominciato a servirle il minestrone sul tavolo. Poi me ne sono messo un po’ anche davanti a me. Siccome però ci siamo resi conto che con il cucchiaio era difficile da tirare su, lei ha cominciato a leccare e a prendere su i pezzi di verdura risucchiandoli direttamente colle labbra. Allora anch’io l’ho fatto. Abbiamo risucchiato tutta la verdura e leccato finché tutto il tavolo era pulito, gambe comprese. Poi però visto che il minestrone non era ancora finito, l’ho guardata e ho detto: finiamolo.
Lei ha preso la pentola con il minestrone rimasto e l’ha rovesciata sul pavimento. Abbiamo cominciato a leccare il minestrone dal pavimento, senza dire niente, finché anche tutto il pavimento era ridiventato pulito. A quel punto, Penelope 5 si è alzata, si è pulita la bocca col tovagliolo, mentre io continuavo a guardarla a quattro zampe dal pavimento. Ha tirato fuori dalla sua borsa uno specchietto e si è sistemata il rossetto. Poi mi ha salutato. Ci vediamo domani, mi ha detto, grazie per la cena.
Io ho continuato a rimanere sul pavimento, anche dopo che lei se n’è andata. Casomai mi fosse sfuggito un boccolotto.
Il cemento
L’altro giorno mia madre è morta. Mi dispiace che non siamo riusciti a vedere tutti insieme la puntata di “Criminali Buffi” che avevo registrato in televisione. Ieri c’è stato il funerale. A volte si chiama funerale e a volte funerali, credo che si usi il plurale quando si tratta di personaggi pubblici istituzionali di riconosciuta importanza o fama. Anche se era solo un funerale e non erano funerali, è venuta molta gente, c’era anche zio Piero che non esce mai di casa. Dopo la cerimonia funebre c’è stato il corteo al cimitero e poi la tumulazione (si dice così quando mettono la cassa nel loculo e poi il muratore mura il loculo con mattoni e cemento?). Sul sito della Italcemento c’è scritto che il cemento trae origine dalla pietra e dal fuoco, è un prodotto della natura che si adatta al genio dell’uomo per migliorare la qualità della vita.
Dopo la tumulazione io e mio padre siamo tornati a casa. Mio padre aveva comprato la vernice per ridipingere le pareti della camera da letto. Ha detto che non era più sicuro che voleva ridipingerle ma poi ha detto che le avrebbe ridipinte lo stesso. Ci siamo seduti sul divano e siamo stati zitti per un po’. Poi mio padre ha detto: “hai le scarpe slacciate” e io ho detto “eh”, ma lui non me le ha riallacciate. Poi io ho detto: “La vuoi vedere tu la puntata di sabato di “Criminali Buffi”? Mio padre ha detto di sì, così abbiamo messo su la cassetta e abbiamo visto la puntata del produttore di pornografia vegetale e la sua storia criminale. Durante la proiezione abbiamo riso molto ma poi il finale, come sempre in “Criminali Buffi”, era amaro e non sapevamo se piangere o ridere. Allora un po’ abbiamo pianto.Pollice verde e luci rosse
Ieri sono andato a trovare mia madre. Mia madre era a letto e aveva i capelli sparnicciati sul guanciale e il collo un po’ più gonfio dell’ultima volta e dev’essere dimagrita un altro po’. Non le ho chiesto come stava perché mi sembrava che stava tutto sommato bene, e allora per sicurezza non gliel’ho chiesto. Mio padre non era in casa e allora le ho potuto chiedere dov’era andato.
- Tuo padre è andato dal ferramenta a comprare la vernice. Vuole dare una rinfrescata alle pareti della camera. Gliel’ho detto che non ce n’è bisogno ma lui invece dice di sì.
- Se me lo diceva ce lo accompagnavo io.
- Ci è andato da solo. Dice che non voleva farti perdere tempo.
Poi siamo stati zitti per un po’, nella camera c’era un odore come di borotalco. Siccome non sapevo che dire ho raccontato a mia madre della puntata di sabato di “Criminali Buffi”.
Nella puntata di sabato il protagonista era quest’uomo che aveva messo su una casa di produzione di film pornografici particolari, infatti si era specializzato nel porno vegetale. L’uomo, un trentenne laureato in scienze agrarie con la passione per il video, aveva realizzato centinaia di filmati pornovegetali in cui in pratica mostrava senza alcun pudore l’impollinazione delle angiosperme, con scandalosi dettagli su pistilli e compiaciute inquadrature insistenti sulla superficie appiccicaticcia dello stigma. Nei video si vedono instancabili insetti impollinatori come api operaie e bombi ravanare nei fiori, primissimi piani delle proboscidi dei lepidotteri mentre succhiano lubricamente nettari zuccherini. L’uomo col tempo si era specializzato nei vari generi, vendendo su internet film porno di impollinazione ornitofila, impollinazione entomofila e soprattutto un video richiestissimo di impollinazione chiroterofila, dove si vedeva un pipistrello impollinare un baobab.
Fino a quando un’associazione di apicoltori, preoccupata che la diffusione di questi video rivelasse troppi segreti sull’impollinazione (vi sono infatti apicoltori che effettuano a pagamento il Servizio di Impollinazione per i frutticoltori; si stima che il giro d’affari dell’impollinazione soltanto in Italia valga tremila miliardi) ha sporto denuncia contro l’uomo, che è così finito sotto inchiesta e condannato per maltrattamenti contro piante e insetti, visto che il reato di pornografia vegetale non è previsto dal codice.
L’uomo si è difeso dichiarando di aver semplicemente filmato il corso naturale delle cose e di non aver mai costretto insetti o pipistrelli a impollinare le piante, ma non è stato creduto. La televisione lo ha mostrato in cella mentre diceva in lacrime alla telecamera di amare piante e fiori e di essere innocente, che lui voleva soltanto filmare l’amore vegetale.
Alla fine del racconto mia madre rideva che aveva le lacrime agli occhi e pure io ridevo che non riuscivo più a parlare, e allora le ho detto che avevo registrato la puntata e che nei prossimi giorni gliela porterò così la potremo guardare tutti insieme, e lei ha detto va bene.




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