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Archivio Maggio 2006

Il dolore e l'estasi

by blogghino (26/05/2006 - 10:35)

Stamattina al parcheggio del centro commerciale ho incontrato Sanpietroli, il mio dentista. Era in piedi sul marciapiedi e alle sue spalle c'era un enorme cartellone pubblicitario che raffigurava una bella ragazza dell'Est in bikini nella stessa posa estatica della Santa Teresa di Bernini mentre mordeva un mezzo limone e in alto c'era raffigurato un bel sole giallo i cui raggi trafiggevano la bella ragazza dell'Est in vari punti, sulla bocca dove c'era il limone sull'ombelico sulla figa, e in basso c'era scritto in caratteri liquidi: MANGIA IL GIALLO e più a lato e un po' più piccolo: LIMONI CLEBBINO.

 

Ho chiesto a Sanpietroli che ci faceva lì impalato e lui mi ha risposto che stava cercando sua moglie, stavano tornando alla macchina dopo aver fatto la spesa quando a un certo punto lui si è voltato e lei non c'era più. Io gli ho detto non si preoccupi, è sicuramente da queste parti e ho sorriso, e lui ha detto:
- Non rida, che ha dei denti bruttissimi. Quanto tempo è che non viene a farsi un controllo?
- Ma io non ho maldidenti.
- Sicuro?
- Be' sì.
- Neanche una piccola infiammazione? Un po' di sangue dalle gengive? Ci pensi bene, si concentri.
Mi sono concentrato sulla mia bocca.
- In effetti, ho un leggerissimo fastidio a un dente del giudizio. Ma proprio minimo.
- Bene, bene! Ha visto? Il nostro corpo è un'inesauribile fonte di dolore. Uno scrigno pieno di sofferenze. Basta cercare bene. Non ci tradisce mai. C'è sempre un po' di dolore da qualche parte. Non lo trascuri il suo dolore al dente del giudizio! Lo coltivi, lo coccoli. Il dolore è tutto quello che abbiamo. Il dolore ci rende uguali e fratelli.
Sanpietroli ha starnutito.
- Salute.
- Per carità.
Mi si è avvicinato di un passo.
- Lei pensa che sia bello passare la vita a infilare le dita nella bocca della gente? Le cavità orali mi fanno schifo. Tutte le cavità umane fanno schifo. Gli uomini fanno schifo, gli esseri viventi fanno schifo. Pieni di buchi e attraversati da cunicoli. Vorrei essere un sasso. Bianco, lucido, levigato, pieno. In riva al mare. Le onde mi bagnano, sciaf, sciaf. Il sole mi asciuga. Ogni giorno così. Sciaf sciaf. Fino a quando un bel dì un bambino mi prende e mi lancia contro la superficie del mare, io faccio qualche rimbalzo sull'acqua. Cinque, sei rimbalzi. Se sono fortunato anche sette. Che bellezza! Poi affondare nel mare freddo e non pensarci più. La saluto Bandini, ciao.

 

Sanpietroli si è allontanato e io ho guardato Santa Teresa dell'Est andare in estasi mangiando il giallo dei limoni Clebbino.

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I due gusti del cremino

by blogghino (26/05/2006 - 02:14)

Arrivo di corsa all'appuntamento, sudato, stanco e con appena 3 euro nelle tasche. Lei è lì, nel bel mezzo della piazza, col suo toppino rosso strabordante.
<<ciao, scusa il ritardo, ma è che....>>
<<lascia stare - taglia corto lei - dobbiamo parlare>>
<<parlare? perchè? cioè no, volevo dire, e di cosa?>>
<<lo sai. ma prima voglio un gelato>>
Ci addentriamo nei vicoli dell'ex città azzurra e ben presto arriviamo al negozio del gelataio. Ordino due coni da uno e cinquanta, formato mini. lei prende un cono fragola e cioccolata, io chiedo un cestino stracciatella e cremino.
<<nel cremino ci sono già due gusti signore - mi fa la commessa - e lei ha preso un cestino da uno e cinquanta. prego>> mi dice stendendomi una coppetta di solo cremino.
La situazione si fa sempre più pesante. Usciamo fuori e con la bocca sporca di fragola lei mi dice
<<basta, ti lascio. è finita. e non chiedermi perchè>>
<<perchè?>>
<<lo sai perchè. da un po' di tempo sei praticamente apatico. e poi non ci sei mai e quando ci sei sembra che tu stia con la testa da un'altra parte>>
<<dai, non è vero. ora sei ingiusta. lo sai che c'ho i cazzi miei, il libro, l'università...>>
<<...il deserto, le cavallette.. no, dico sul serio. basta. stavolta basta per davvero, sono stufa>>
il gelato mi sta colando sull'avambraccio sinistro mentre faccio una faccia dispiaciuta da pesce lesso e le dico
<<ok, va bene. va bene...>>
<<va bene un cazzo!>> fa lei <<non ti importa neanche che ti sto lasciando! eccristo! reagisci una buona volta! che so, mandami affanculo, menami, ma fai qualcosa!>>
<<mmm...ehhh...>>
e mentre cerco qualcosa da dire mi telefona Bandini e mi dice
<<White, devi scrivere qualcosa su blogghino>>
e io gli rispondo
<<ok, capo.>>

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Ascensione, spersonalizzazione, unificazione

by blogghino (24/05/2006 - 11:06)

Entro nell'ascensore, mi giro verso l'uscita.
Le porte stanno per chiudersi quando un corpo di donna riesce per un pelo a entrare nel cubicolo. Vado a occupare l'angolo in fondo a destra.
- A che piano, signora?
- Quarto, grazie.
- Anche io vado al quarto. Che coincidenza.
- Sì.
- Lei ci abita al quarto piano?
- Sì ci abito.
- Che coincidenza! Anch'io.
- E pensi se abitassimo non solo allo stesso piano, ma anche nello stesso appartamento.
- Ah, ah. Sarebbe pazzesco.
- Altroché. Ma non solo: pensi se oltre ad abitare lo stesso appartamento, noi abitassimo anche lo stesso corpo.
- Lo stesso... come dice scusi?
- Lo stesso corpo. Potremmo in sostanza essere la stessa persona. La stessa persona che in questo momento sta parlando da sola. A questo punto non sarebbe più una coincidenza, sarebbe qualcosa tipo la follia. Siamo al piano. La saluto.
- Aspetti! Non possiamo essere la stessa persona! Io non l'ho mai vista prima, mentre io mi vedo tutte le mattine allo specchio e mi conosco e lei invece no!
- Anche a me mi vede tutti i santi giorni in ascensore. Mi lasci!
- Noi non abitiamo lo stesso corpo! Me ne sarei, tipo, accorto.
- Permesso, permesso.

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L'origine della sofferenza

by blogghino (16/05/2006 - 10:24)

Hai presente
quella barretta di plastica con su scritto
CLIENTE SUCCESSIVO
che serve a dividere la propria merce
da quella di chi ci precede
e chi ci segue
sul nastro trasportatore della cassa del supermercato
mi sono chiesto tante volte
come si chiamasse esattamente quella barretta
quale fosse il termine che la identifica

Oggi ho fatto una ricerca su Internet
e quando ho scoperto che si chiama
"Barretta CLIENTE SUCCESSIVO"
sono rimasto deluso

Mi aspettavo qualcosa di più specifico e pregnante
per uno strumento così cruciale
per la società contemporanea
per lo spirito dei tempi (ZEITGEIST)

Voglio dire, ad esempio
sempre restando in ambito merceologico
quel divisorio di plastica fissato a un perno
che sta dopo il lettore ottico della cassa
e serve a far affluire la merce
a destra o
a sinistra
per evitare che merci di clienti diversi si mescolino
quello si chiama
spartimerce

Mi stupisce che sia stata coniata una parola bella come
spartimerce
per un oggetto la cui importanza concettuale è però inferiore
a quella della barretta CLIENTE SUCCESSIVO

E' infatti quest'ultima, prima ancora dello
spartimerce
a svolgere l'essenziale funzione
di separazione della mia spesa
dalla tua o dalla sua
a spezzare quel continuum indistinto chiamato
merce
in tante piccole spese singole e distinte
su cui esercitare il diritto di proprietà
e da cui trarre appagamento

Da dove origina l'egoismo
da dove originano
l'invidia l'individualismo
la frustrazione l'infelicità la schizofrenia
i disastri ecologici le guerre le carestie
se non dalla barretta CLIENTE SUCCESSIVO

Fosse dipeso da me le avrei dato
un nome più altisonante, tipo
"Principio di individuazione"
vuoi mettere la soddisfazione nell'infilare
la propria fidelity card
nell'apposita fessura del
principio di individuazione.

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One cold peak

by blogghino (15/05/2006 - 11:45)

A me la tecnologia tuttosommato piace. Ho scoperto che Google per esempio tra i suoi servizi ha quello di traduzione da certe lingue ad altro. Allora ho provato a fargli tradurre il testo dell'ultimo post in inglese. Non è che il risultato mi piacesse molto, allora ho preso il testo nella versione inglese e gliel'ho fatto ritradurre in italiano. Ecco il risultato.

Ierisera I non ha avuto desidera cucinare e ma non potrei uscita del neanche della casa perché non ho trovato più le chiavi e rimuovere io sarei parte esterna chiusa rimasta della casa e quindi inabilitata per entrare. Allora ho ordinato un quadrato pubblico da RapidoPizza, ho capienza a me Jimmy Bandini. Al telefono, mentre ha preso il ordinazione, quando ho lasciato al mio nome la sig.ra o la sig.na. ha chiesto me se la I ed il Jimmy fossero parenti. 
- Non, denomino Bandini ma non siamo parenti. 
- Mólto anche se foste parenti non è che il Jimmy potrebbe rendere loro la riduzione del prezzo, il ahahaha. 
Dopo che quaranta minuteren hanno giocato al portello, erano Jimmy. Quando mi sono aperto il Jimmy del portello ha detto: 
- L'amperora, me ha sembrato che era lei. 
- Possiamo darglieli? 
- Poiché scriviamo soltanto sullo stesso un blog e ci sono una volta raduni a voi in elevatore? Qui il picco di Puzzona, è 4 euro e 75. 
- La sig.ra al telefono ha chiesto me se siamo parenti. Euro di Ecco 5, tenete il resto. 
- Ed esso siamo? 
- Parenti? 
- Eh. 
- Non. Hanno detto non. 
- Esso non siamo. Ed allora dobbiamo darglieli perché denominiamo soltanto tutti e due Bandini? 
- Poiché non. 
- Com'è di che tutti hanno sempre questa rapidità è dato di voi? 
- Tenete, un altro euro del gratuity. 
- Giusto, ci diamo di voi. Sera nel hermit, eh? 
- E voi che conoscete alcuno? 
- Non prende un picco di Puzzona se è nell'azienda dolce.  - Be', li gradiscono i punti, Bandini? 
- Non c'è male. Sono soltanto stanchi con questo lavoro. Ma mólto più presto o più successivamente lo lascerò. Non è quello al Clebbino che provano il personale, per il caso? 
- Non saprei. Fatti per trovare un posto dall'Armenia, potrebbe organizzare a voi. 
- Va per essere.  Siamo rimasti piccoli per guardare a noi, sul pianerottolo. Il cartone del picco che ho tenuto a disposizione era freddo. 
- Sai che cosa stavo pensando - Jimmy ha detto. 
- Non. 
- Che voi potrei essere me. Me in mezzo, diciamo, sette otto anni. 
- Amperora sì? E quello sembra alcuno a voi? 
Il Jimmy ha guardato a me che colpisco due barrette sul mento. 
- Migliorare sempre che un tumore. 
Il cartone del picco in mie mani ha agitato. 
- L'OH che trasporto. Trasporto lo scusami - il Jimmy ha detto. 
- Non fa niente. 
- Non ho desiderato, effettivamente. 
- So. 
Bandini lo ha sostituito a disposizione l'euro che avevo dato esso. 
- Questo che persino dò ancora voi. 
- Anche sì. 
- Ora vado. Ciao eh. 
- Ciao Jimmy.   
Il picco ormai era freddo, lo ha gettato. Ho ritenuto che sconosciuto ed allora ho tirato il give esterno sotto la base Mallory, quello è nuono il nome della mia bambola e li ho resi all'amore. Quel penetrando lo ho ritenuto soltanto un dolore acuto, come quando ho fatto l'amore per prima del tempo. Dopo che capisca perché: all'interno della vagina di plastica di Mellory che sono stati conclusi, la qualità sa come, le chiavi della casa. Ho estratto, ero impiastricciate del mio seme. Ci sono giorni quindi.

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Una pizza fredda

by blogghino (09/05/2006 - 14:48)

Ierisera non avevo voglia di cucinare e però non potevo neanche uscire di casa perché non trovavo più le chiavi e uscendo sarei rimasto chiuso fuori di casa e quindi impossibilitato ad entrare. Allora ho ordinato una piazza da RapidoPizza, me l'ha portata Jimmy Bandini. Al telefono, mentre prendeva l'ordinazione, quando ho lasciato il mio nome la signora o signorina mi ha chiesto se io e Jimmy eravamo parenti.
- No, mi chiamo Bandini ma non siamo parenti.
- Tanto anche se eravate parenti non è che Jimmy poteva farle lo sconto, ahahaha.
Dopo quaranta minuti hanno suonato alla porta, era Jimmy. Quando ho aperto la porta Jimmy ha detto:
- Ah, mi sembrava che fosse lei.
- Possiamo darci del tu?
- Solo perché scriviamo sullo stesso blog e ci siamo incontrati una volta in ascensore? Ecco la Pizza Puzzona, sono 4 euro e 75.
- La signora al telefono mi ha chiesto se siamo parenti. Ecco 5 euro, tieni il resto.
- E lo siamo?
- Parenti?
- Eh.
- No. Direi di no.
- Non lo siamo. E allora dobbiamo darci del tu solo perché ci chiamiamo tutti e due Bandini?
- Perché no.
- Com'è che tutti hanno questa fretta sempre di darsi del tu?
- Tieni, un altro euro di mancia.
- Ok, diamoci del tu. Serata in solitario, eh?
- E tu che ne sai?
- Uno non prende una Pizza Puzzona se è in dolce compagnia.
- Be', come te la passi, Bandini?
- Non c'è male. Sono solo stanco di questo lavoro. Ma tanto prima o poi lo lascio. Non è che alla Clebbino cercano personale, per caso?
- Non saprei. Fatti trovare un posto da Armenia, lei potrebbe sistemarti.
- Lascia stare.
Siamo rimasti un po' a guardarci, sul pianerottolo. Il cartone della pizza che tenevo in mano era freddo.
- Sai cosa stavo pensando - ha detto Jimmy.
- No.
- Che tu potresti essere me. Me tra, diciamo, sette otto anni.
- Ah sì? E che te ne pare?
Jimmy mi ha guardato battendosi due dita sul mento.
- Sempre meglio di un tumore.
Il cartone di pizza nelle mie mani ha tremato.
- Oh cazzo. Cazzo scusami - ha detto Jimmy.
- Non fa niente.
- Non volevo, davvero.
- Lo so.
Bandini mi ha rimesso in mano l'euro che gli avevo dato.
- Magari questo te lo ridò.
- Magari sì.
- Ora vado.
Ciao eh.
- Ciao Jimmy.

La pizza ormai era fredda, l'ho buttata. Mi sentivo strano e allora ho tirato fuori da sotto il letto Mallory, che è il nuono nome della mia bambola, e ci ho fatto l'amore. Solo che penetrandola ho sentito un dolore acuto, come quando ho fatto l'amore per la prima volta. Dopo ho capito perché: dentro la vagina di plastica di Mellory c'erano finite, chissà come, le chiavi di casa. Le ho estratte, erano impiastricciate del mio seme. Ci sono giornate così.

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Parola d'ordine

by blogghino (03/05/2006 - 16:49)

Al Reparto Creazione la parola d'ordine in questi giorni è: lucertola. L'ho scoperto ieri, quando uno dei creativi incrociandomi in corridoio mi ha sussurrato "lucertola" e io l'ho guardato un po' sconvolto e lui ha riso. Più tardi, anche alla macchinetta del caffè un altro dei creativi mi ha detto "lucertola" e io ho trattenuto qualsiasi reazione e lui ha riso, mi ha tratto in disparte e mi ha detto all'orecchio che era la nuova parola d'ordine del Reparto Creazione. "Ah" ho risposto io, "ok".
Così, prima di uscire alla fine della mia giornata di lavoro, ho detto "lucertola" a un collega che stava facendo delle fotocopie e lui mi ha risposto "lucertola" e ci siamo sorrisi complici ed eravamo soddisfatti di questa interazione. Così anche stamattina entrando nella Saletta Ristoro ho detto "lucertola", c'erano due creativi e tre tipi dell'Ufficio Progetti e i due creativi hanno detto pure loro "lucertola" e uno di quelli dell'Ufficio Progetti ha detto "Lucertola? Che cavolo significa lucertola?" e un suo collega gli ha detto "Dev'essere l'ultima stronzata di quelli del Reparto Creazione" e a questo punto io e gli altri creativi ci siamo sorrisi complici e soddisfatti della nostra complicità.
Oggi dopo pranzo mio padre mi ha telefonato in ufficio. Credo che fosse depresso perché mio padre non mi telefona mai in ufficio se non quando è depresso.
- Hai sentito che il primo maggio in due villaggi del Kashmir sono stati uccisi 34 indù? - ha detto mio padre. Avrei voluto chiedere perché ma invece ho detto "lucertola".
Qualcuno passando in corridoio ha riso. Mio padre è stato zitto.

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