Ti ho ucciso
Ieri mattina sono morto. Mi ha ucciso un bambino.
Stavo andando a piedi in ufficio, faceva caldo. Ho girato l'angolo e c'era un bambino seduto su un muricciolo, in braghe corte e occhiali da vista blu. Mi ha puntato contro una pistola gialla e mi ha sparato. "Sei morto", ha detto.
Sono rimasto immobile, come congelato. Mi sono toccato la camicia all'altezza del petto.
- E' acqua - ho sorriso.
- Ti. Ho. Ucciso.
Allora ho barcollato. Mi sono sentito enormemente pesante e insieme leggerissimo, inconsistente. Le dita mi tremavano, sembravano di carta velina. Mi sono seduto sul muricciolo accanto al bambino. Per lunghi istanti non ho visto né udito niente, di colpo niente era più importante. Andare in ufficio. Fare la spesa. Portare a compimento quello che mi ero prefissato.
A fatica ho chiesto: "Perché?".
Il bambino ha fatto spallucce.
- Non lo so. Non l'ho deciso io. Io sono solo l'esecutore materiale. Una specie di giustiziere. Mi dispiace. Ma devi averla combinata grossa.
- Sì.
- Come ci si sente da morti?
- E' tutto diverso. I colori. Gli odori. E tutto quello che credevi di aver capito prima, tutte le tue certezze, morte pure loro. Carta straccia.
- Sei noioso - ha detto il bambino, e si è messo la canna della pistola in bocca.
- No! - ho urlato io.
Lui ha riso. "Ho sete" ha detto, e si è sparato degli spruzzi d'acqua in bocca. "Ne vuoi?"
- Grazie.
Mi ha sparato acqua in bocca, l'ho ingoiata. Era calda e sapeva di gomma da masticare.
A un certo punto mi è venuta un'idea.
- Non si può tornare indietro?
- No - ha risposto, serio. Ha guardato la sua pistola gialla. Per qualche minuto siamo stati zitti.
- Devo andare a casa, mi sa. Che farai ora? - mi ha chiesto.
Molto faticosamente ho detto "Credo che resterò un po' qui".
- Ok - ha detto il bambino, e con un salto è sceso dal muretto e ha attraversato la strada.
- Ehi, aspetta - ho detto - come ti chiami?
Si è voltato e ha detto un nome che non ho capito, pareva una risata.
Il Giorno della Rivincita arriva prima o poi
Oggi è il Giorno della Rivincita. Stamattina ho preso a schiaffi tutti quelli del Reparto Entropia, che se ne stavano in piedi in fila contro la parete della palestra aziendale. Quando sono passato davanti a Penelope 5 lei mi ha fatto un timido sorriso e allora io le ho dato uno schiaffo anche di rovescio, molto forte, sciaf-sciaf. La settimana scorsa qualcuno aveva infilato un post-it con su scritto “Ciao Bandini, come stai!”nel nello slot CD del mio computer, col risultato che lo slot si era bloccato e ho dovuto chiamare il tecnico per risolvere il problema. Era una tipica azione da Reparto Entropia, e secondo me la scrittura era quella di Penelope 5. Anche se non ho la prova che sia stata lei, ecco perché per non sbagliare ho schiaffeggiato tutte le Penelopi.




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