Ascensione, equazione, popolazione
Entro nell’ascensore, mi giro verso l’uscita. Le porte stanno per chiudersi, quando una mano blocca la chiusura e una donna che non ho mai visto prima si infila nella cabina, riducendo così della metà l’ossigeno a mia disposizione, e raddoppiando invece la quantità di anidride carbonica (ma forse non è proprio così, dovrei impostare un’equazione con x= ossigeno presente nell’aria della cabina e y= anidride carbonica presente nella cabina e fare gli opportuni calcoli, ma non ho il q.i. all’altezza per questa operazione).
- A che piano, signora?
- Quarto, grazie.
- Come me.
- Come sempre.
- Sempre?
- Accade di continuo, di trovarci qui, io e lei.
- Sa qual è il Paese con il maggior numero di ascensori al mondo?
- Il Burkina Faso?
- No signora, l’Italia.
- Sa che Burkina Faso significa “la terra delle persone integre”?
- Secondo quanto ho letto su Wikipedia, in Italia attualmente ci sono tra i 750mila e gli 800mila ascensori, e ogni anno se ne installano tra i 15mila e i 20mila nuovi. Mi sembra strano che su 800mila ascensori in tutta Italia, noi due ci siamo già incontrati in questo stesso ascensore, no?
- Perché non proviamo a fare di questo ascensore un piccolo Burkina Faso? Una piccola terra delle persone integre?
- Impossibile, l’aria è giù piena di anidride carbonica qui, altro che integra.
- Siamo al piano. Permesso, permesso.
- Lei come se la cava con le equazioni?
La vertigine non รจ
salgo sull'autobus e la rossa tuttopepe che incontro sempre ricambia ancora una volta i miei sguardi rapidi e fuggiaschi. è sempre una bomba lei, con la minigonna nera e quel piccolo cane maltese tra le braccia. oddio, potrebbe essere anche un basset fauve de bretagne, ma credo sia un maltese. i cani maltesi non vengono da malta, ma da melita, in sicilia, e i basset eccetera probabilmente non vengono dalla bretagna. ma questo la rossa non lo sa e a lei non interessa. a lei e all'incavo delle sue cosce bianche e ben tornite.
la guardo ancora un po', poi mi avvicino e le rivolgo la parola.
<<biglietto, prego>>
Telefono casa ma niente ciao
Ieri sono andato al cinema con Armenia. Il titolo del film non me lo ricordo, era un titolo in inglese. Io non capisco perché nei film, soprattutto quelli coi titoli in inglese, quando i personaggi si telefonano poi alla fine della telefonata mettono giù il telefono senza dire neanche ciao. Neanche ci vediamo. Neanche arrisentirci. Niente. Che se faccio io così, quando da RapidoPizza sostituisco Maria che magari è andata dal medico per le vene varicose, se io per caso prendo l’ordinazione e dopo averla presa metto giù senza dire arrivederci, immedesimandomi nel personaggio di un film col titolo in inglese, arriva Mario dalla cucina e mi dà uno scappellotto dicendo “Vedi di essere educato al telefono dì sempre buonasera ai clienti, testadiminchia”. Ma ce lo vedete voi un attore americano tipo quello pelato e muscoloso, non mi ricordo il nome, quello che fa i film d’azione tranne una volta che ha fatto un film dove i morti apparivano ai vivi e poi alla fine era pure lui un morto solo che non se n’era accorto (e pure su questa cosa ne avrei di cose da dire), che spesso fa il poliziotto, che magari chiama il suo capo al distretto e gli dice “scappo che c’è una bomba da disinnescare all’incrocio tra la Quarantaduesima e la Ventesima” (che non è lo stesso effetto di quando i poliziotti delle fiction italiane dicono “corro a disinnescare una bomba tra via Cavour e Corso Garibaldi”, ma per favore),, e detto questo chiude la telefonata senza neanche un ciao, ce lo vedete la scena seguente lui che va al distretto tutto fiero di aver disinnescato la bomba e il suo capo (che è sempre uno di colore nero) lo prende per un orecchio e gli fa “La prossima volta saluta, testadiminchia”? Ce lo vedete voi? Io no. Ah ma prima o poi cambio lavoro.




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