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Archivio Febbraio 2007

Il ricircolo dell'aria

by blogghino (28/02/2007 - 11:41)

Ierisera mi è venuta voglia di una serata romantica e allora ho inserito nel mio vecchio stereo la cassetta puliscitestine, poi ho messo il volume al massimo, poi ho preso in braccio Verouska (è il nuovo nome della mia bambola gonfiabile) e mi sono accomodato con lei sul divano. Mentre le casse dello stereo diffondevano il soffice fruscio del nastro della cassetta puliscitestine, che era come ascoltare il crepitìo del fuoco nel caminetto, mi sono spogliato, mi sono steso su Verouska e le ho infilato il pene nella vagina di plastica. Mentre aumentavo il ritmo e il vigore della faccenda le mordicchiavo il naso e stavo quasi per raggiungere il culmine quando ho percepito come un solletico sulle labbra e ho sentito che Verouska si stava afflosciando sotto di me. Allora mi sono accorto che a causa dei miei morsi dettati dalla passione avevo bucato il naso di Verouska e così stava perdendo aria dal naso.
“Oh no, Verouska, questo no” ho detto.
Verouska ha sibilato.
Non c’era tempo per alzarsi e cercare di tamponare la ferita con un cerotto o anche solo del nastro adesivo. Allora ho chiuso le labbra sul naso di Verouska, e ho cominciato a soffiare. Verouska ha cominciato a riprendersi, sentivo il suo prorompente corpo tornare sodo sotto di me. La cosa mi stava eccitando oltremodo, e allora ho ripreso a muovere i fianchi energicamente. Ma a ogni colpo di reni, la pressione esercitata sul fragile corpo di Verouska faceva sì che un getto d’aria uscisse prepotente dal suo naso, passando alla mia bocca e quindi nei miei polmoni. Allora io gliela risoffiavo in corpo quell’aria, e sono andato avanti così per una decina di minuti buoni, colpo di reni e insufflazione, colpo di reni e insufflazione. Alla fine ero paonazzo per lo sforzo e l’eccitazione, e quando sono venuto sono anche svenuto, e mi sono ritrovato steso nudo sul pavimento, con il corpo di Verouska sopra di me, ridotto ormai all’ombra di se stesso. Mi sono alzato dal pavimento e barcollante sono andato in bagno per vedere se trovavo un cerotto per tamponare la falla nasale di Verouska, ma nello sportello dei medicinali c’era soltanto una confezione di pasticche Noncipensare Clebbino. Ne ho prese due, una per me e una per Verouska, quindi sono tornato a sedere sul divano, ad ascoltare la parte finale della cassetta puliscitestine.

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Fare la spesa รจ un mondo a 2D

by blogghino (19/02/2007 - 11:57)

La busta di plastica del supermercato è l’unica cosa che mi viene in mente che prima dell’uso è bidimensionale, e dopo l’uso tridimensionale.
Ieri ero in fila alla cassa del supermercato, nel mio minicarrello (adesso i cestelli si sono evoluti in minicarrelli, ci hanno montato delle rotelle e un lungo manico e la gente se li porta a spasso come delle strane bestiole, tipo esoscheletri colorati contenenti cibi confezionati, ma forse questa cosa l’ho già scritta) c’erano dei crackers Clebbino, latte fresco, maionese impazzita Clebbino, insalata lattuga romana, noci brasiliane, pasta dentifricia, acqua chiusa da mesi dentro bottiglie di plastica, formaggio stracchino, due confezioni di caffè da moka, poi non ricordo. Quando sul nastro trasportatore della cassa si è liberato un po’ di spazio ho cominciato a disporci su la mia spesa, in questo ordine: prima le cose non fragili (l’acqua prigioniera delle bottiglie di  plastica, le confezioni di caffè, la maionese impazzita, le noci brasiliane) e poi quelle più fragili (il latte, il formaggio stracchino, la pasta dentifricia, i crackers, l’insalata, ho scritto tutto? Boh). Così quando poi li avrei imbustati avrei iniziato a imbustare prima le cose non fragili e poi quelle fragili, evitando che quelle fragili finissero sotto quelle non fragili e magari più pesanti, tipo lo stracchino che finisce sotto l’acqua rinchiusa da mesi in bottiglie di plastica, sotto il peso della bottiglia lo stracchino si sfragne e esce dalla sua confezione e magari impiastriccia l’insalata e le altre cose, ho i brividi alla sola idea.
Dopo che ho messo tutta la spesa sul nastro trasportatore ho preso una busta di plastica del supermercato dallo scaffale delle buste di plastica, dove tutte le buste sono disposte nella loro versione bidimensionale. Era il momento di trasformare la busta da bidimensionale a tridimensionale, per poi poterci mettere dentro la spesa. La persona in fila davanti a me stava ancora pagando la sua spesa. C’è un modo abbastanza veloce per tridimensionalizzare le buste della spesa, ed è bagnarsi il dito come quando si fa per girare pagina al giornale. Ma come si sa non è igienico leccarsi le dita, a meno di non potersele lavare prima con acqua calda e sapone, e io ci tengo alla mia igiene e alla mia salute. Quindi ho cercato di sollevare il lembo della busta con i polpastrelli e poi con le unghie, ma non c’era verso. Restava un oggetto a 2D. Ho cercato di far scorrere i lembi l’uno sull’altro, per provocare un’increspatura e aprire così un varco al mondo tridimensionale della busta, ma niente da fare. Intanto la cassiera aveva cominciato a passare la mia spesa sul lettore ottico. Cominciavo ad innervosirmi. Ho soffiato sul lembo della busta, niente. Ho accartocciato la busta e poi l’ho ridistesa, niente. La cassiera aveva fatto il totale della spesa e ora mi stava  guardando, preoccupata. Ho cominciato a sventolare in aria la busta, ma era come sventolare una bandiera, la bandiera del supermercato. Gli altri clienti in fila dietro di me e anche quelli fermi alle altre casse mi guardavano e si dicevano cose sottovoce. “Serve una mano?” mi ha chiesto la cassiera.
Io sventolavo la busta e la guardavo. All’improvviso tutto è diventato piatto, come su uno schermo del cinema: la cassiera, la cassa, gli scaffali del supermercato, il mio braccio che si dibatteva forsennato impugnando la busta. Allora ho cominciato a urlare.

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Fammi la scheda

by blogghino (06/02/2007 - 15:23)

Ero da RapidoPizza che aspettavo che Lacazza, il pizzaiolo, preparasse e infornasse la DueStagioni (lo sapete benissimo perché si chiama così). Lacazza impastava e intanto raccontava la storia di questo suo amico ciccione che era andato in palestra.
Questo suo amico ciccione era andato in palestra con l’intento di dimagrire. Così va dall’istruttore, o personal trainer, qualcosa del genere, e gli dice: voglio che mi fai la scheda per dimagrire di quindici chili. In due mesi. Quello lo guarda e scoppia a ridere. Il ciccione fa, serio: non sto scherzando. Voglio che mi fai la scheda per dimagrire di quindici chili. In due mesi. Allora l’istruttore gli dice ok, seguimi in ufficio. Prende una scheda, la compila e la dà al ciccione. A questo punto Lacazza smette di infornare, ci guarda tutti ghignando e dice: sapete cosa c’era scritto sulla scheda?
Fa una pausa, e aggiunge: c’era scritto tre pater, tre ave e un gloria alla mattina; un rosario la sera.
Ridono tutti tranne Bilal, che non capisce la battuta, e io, che la capisco.
Ma non è finita, aggiunge Lacazza. Sapete cosa fa il mio amico? Mette in pratica davvero quello che c’è scritto sulla scheda. Si mette a recitare tre padre nostro, tre ave maria e un gloria alla mattina, e un intero rosario la sera. Per due mesi. E funziona! Dimagrisce davvero di quindici chili!
Risate.
Io non ne posso più. Devo andarmene da questo posto. Devo trovarmi un altro lavoro una volta per tutte.
- Io cambio lavoro – dico a voce alta. Gli altri mi guardano.
- Te la faccio io la scheda, Bandini – dice Lacazza, e ride. Ridono tutti.

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