La gestione delle risorse

Non esistono problemi, esistono opportunità.
La strategia non è altro che la ricerca deliberata di un piano d'azione. Un piano d'azione che porti al raggiungimento dell'obiettivo, della meta prefissata. Parziale e non. Positivo o negativo che sia.
E' questo quello che mi sono detto ieri sera, per l'ennesima volta, mentre mi allenavo. Il mio maestro mi percuote con una canna di bambù, ma io so accettare i suoi consigli e non me la prendo. I miei compagni cercano anche loro di aiutarmi e consigliarmi, e si divertono a farmi scherzi sotto la doccia.
Ma io so che mi vogliono bene, anche quando mi tirano addosso gavettoni di piscio caldo. Scherzano, mi fanno sentire il loro affetto, e io so apprezzarli. L'unica cosa che mi dà fastidio è quando mi tirano i pugni ; per questo si limitano solo a prendermi a calci in culo. Mi rispettano, sono buoni amici.
Poi in fondo il kung fu è divertente. Alle 18:30 esco di casa, quando piove a piedi. Normalmente in bici. Passo dietro l'obitorio ed ogni volta tiro un gran respiro. E' quasi da intellettuali sospirare davanti all'obitorio, in bici. Ieri ho visto un'ambulanza uscire dal cancello dell'obitorio. La sirena non suonava. E' stato proprio mentre pensavo che ho finito le scatolette di tonno. E' un peccato. A me il tonno piace.
Arrivo in palestra che sono le 18:45. Il maestro mi sgrida perchè sono in ritardo (ma la lezione inizia alle 19, questa non l'ho mai capita. forse ho l'orologio che va male) e mi percuote con la canna di bambù sulle ginocchia. Ma ormai non mi fa più male, ci sono abituato. Facciamo il saluto, che consiste nell'inginocchiarsi 3 volte davanti ad una pergamena e una volta davanti al maestro, che si inchina anche lui ma mica per finta. Poi inizia l'allenamento vero e proprio : corriamo per un quarto d'ora con lo sguardo perso nel vuoto. Ieri per tutto il tempo ho pensato che avevo finito le scatolette di tonno. A me il tonno piace.
Dopo la corsa facciamo lo strec...lo stretc...continuiamo a correre un altro po' e poi ci tiriamo i pugni e i calci. Il maestro fa disporre tutti in due file. Io generalmente sto in quella di destra, gli altri in quella di sinistra. Nella mia fila sono da solo. Allora tutti mi tirano un calcio o un pungo e si rimettono in fila.
Purtroppo quando tocca a me il tempo è già scaduto, ma sento che prima o poi ce la farò. Dopo i calci e i pugni usiamo le armi : spade, bastoni e nuncia...nuncha....e bastoni. E tutti sono abbastanza bravi, solo che ogni tanto a qualcuno gli fugge la mano e mi finisce in testa qualcosa : bastoni, bastoni, spade e mattoni. Si, anche mattoni, perchè se qualcuno ci provoca per strada dobbiamo saper usare quello che ci capita.
Poi si sono fatte le 20:30 e il tempo è finito per davvero : allora rifacciamo il saluto davanti alla pergamena e davanti al maestro e andiamo tutti sotto la doccia. Il più delle volte me la cavo con qualche pacca sotto la doccia, ma ogni tanto qualcuno cerca di sodoma...sodomi....incularmi ; solo che siccome che c'ho le emorroidi esterne al dunque nessuno se la sente e mi riempiono di sputi. Che simpatici, tanto sono sotto la doccia! Gli sputi se ne vanno via subito.
Poi torno a casa, in bici normalmente, a piedi se piove. E rivedo i miei amici, i miei coinquilini. Lì, a casa, posso finalmente metterlo in culo al mio compagno di stanza mentre dorme, e mi sento più felice.
BudWhite
La gestione del tempo
L'orario è importante.
Al lavoro entro alle 9, e per entrare al lavoro alle 9 mi alzo alle 8. Però poi dipende da vari fattori, vediamoli. Mi alzo alle 8 se mi limito a una doccia senza lavarmi i capelli, a una colazione veloce con quattro biscotti e caffelatte, a una sigaretta dopo il caffelatte.
Così riesco ad uscire di casa alle 8,40, solitamente vado in ufficio a piedi, ci metto 20 minuti, e alle 9 sono in ufficio.
Se però devo anche lavarmi i capelli, anticipo la sveglia di mezz'ora e mi alzo alle 7,30. Mi faccio la doccia, mi lavo i capelli, me li asciugo, mi vesto, faccio colazione con quattro biscotti e caffelatte, fumo una sigaretta ed esco alle 8,40, arrivo in ufficio alle 9, in orario.
Se devo farmi la barba, anticipo la sveglia di un quarto d'ora e mi alzo alle 7,45. Mi faccio la doccia, mi faccio la barba, mi vesto, faccio colazione con quattro biscotti e caffelatte, fumo una sigaretta ed esco alle 8,40, arrivo in ufficio alle 9, in orario.
Se devo lavarmi i capelli e farmi la barba insieme, anticipo la sveglia di tre quarti d'ora e mi alzo alle 7,15. Mi faccio la doccia, mi lavo i capelli, me li asciugo, mi faccio la barba, mi vesto, faccio colazione con quattro biscotti e caffelatte, fumo una sigaretta ed esco alle 8,50, cammino spedito e arrivo in ufficio alle 9, in orario. Nonostante la doccia con lavaggio di capelli mi prenda una mezz'ora e la rasatura un quarto d'ora, inspiegabilmente la loro somma non è mai uguale a tre quarti d'ora, ecco perché finisco per uscire alle 8,50 piuttosto che alle 8,40. Non ho mai capito dove sta l'inghippo.
A volte, quando la sveglia suona alle 8,00, rimango per altri 5 minuti a letto. Poi mi alzo, mi faccio la doccia, mi vesto, non faccio colazione, esco alle 8,20, mi fermo al bar, faccio colazione al bar con cornetto e cappuccino, esco dal bar e arrivo in ufficio alle 9, in orario. Lo stesso può capitare quando mi faccio la barba o quando devo lavarmi i capelli, in quei casi, restando a letto 5 minuti in più, mi alzo alle 7,50 o alle 7,40 o alle 7,20, se faccio tutte e due le cose, e poi mi alzo, mi faccio la doccia, mi lavo i capelli se devo lavarmi i capelli, me li asciugo se devo asciugarmeli, mi faccio la barba se devo farmi la barba, mi vesto, non faccio colazione, esco alle 8,20, mi fermo al bar, faccio colazione al bar con cornetto e cappuccino, esco dal bar e arrivo in ufficio alle 9, in orario.
Certe volte vado in ufficio in macchina, in quei casi ci metto 7-8 minuti ad arrivare in ufficio, quindi esco alle 8.50 circa. Se però devo fare benzina esco alle 8,45. Quando devo uscire in macchina cerco di fare colazione in casa, evitando il bar, per non dover incappare in calcoli d'orario troppo complicati.
Quando vado a piedi, a metà tragitto devo attraversare il vialone, in un punto in cui non c'è il semaforo, per cui devo sempre aspettare che non ci sia traffico. Ci metto tra i due e i tre minuti, ad attraversarlo, compresa l'attesa, ma questa è una cosa difficile da calcolare, a volte sono fortunato e attraverso subito, altre volte inspiegabilmente devo aspettare molto di più, sembra che le macchine non smettano mai di passare.
Il giovedì però ci sono le targhe alterne e il viale è quasi vuoto.
Il giovedì posso rimanere a letto anche due minuti di più, volendo.





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