Un'alba
Stanotte ho sognato che lavoravo al computer e a un certo punto il mouse smetteva di funzionare, allora io lo sbattevo due, tre volte sul tavolo ma niente, fino a quando non so perché mi guardavo la mano e poi le linee del palmo della mano e poi i polpastrelli e non c’era niente, era tutto liscio, non c’erano più linee o impronte digitali, niente, liscio come un guanto di lattice. Mi sono svegliato ed erano le tre e ho pensato che a quell’ora quelli del Reparto Entropia stavano facendo il turno di notte, era bello lavorare la notte per mettere i bastoni tra le ruote a quelli che lavorano di giorno e così mi è venuta una gran voglia di arrivare in ufficio per vedere che scherzo mi avevano tirato stavolta le Penelopi, magari mi avevano versato del caffè sulla tastiera, oppure mi avevano riempito la casella di posta di spam, o mi avevano bloccato lo slot dei cd con una fetta di bresaola, mi sono quasi venute le lacrime, sono sempre così premurosi e pieni di attenzioni, in fondo sono tutte prove di affetto nei confronti di un loro ex collega, tra pochi giorni sarà il Giorno della Rivincita e mi dispiacerà molto picchiarli e umiliarli. A quel punto non riuscivo più a dormire, ho giocato un po’ con il mio uccello, è come stringere la mano alla parte migliore di te. Poi mi sono alzato, stava albeggiando, avevo voglia di fare qualcosa, mungere una mucca, innaffiare una nuvola, scavare una buca, rovistare tra i rifiuti. Ho aperto la pattumiera e senza guardare ci ho infilato una mano e ho giocato a indovinare che cosa stavo toccando. Quando mi sono tagliato con la scatoletta degli sgombri, ho smesso.
Alle sette sono uscito di casa. Anche questa mattina non tornerà più, ho pensato. Sul muro di fronte a casa mia qualcuno aveva scritto “Less LCD, more LSD”.
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