Affondare le mani
Che posso scrivere. Ieri ero partito per consegnare due pizze in centro, ero fermo con lo scooter a un semaforo, il semaforo era rosso, per quello ero fermo. Mentre aspettavo che diventasse verde ho spento lo scooter, perché ero fermo. A che serve uno scooter fermo acceso? A niente. Allora l’ho spento. Dall’altra parte della strada c’era un grosso cartellone pubblicitario con il primo piano di un signore con gli occhiali da sole, il signore aveva una faccia felice, anche se chissà com’erano gli occhi, non si vedevano per via degli occhiali da sole. Dicono che gli occhiali da sole sono necessari per proteggere gli occhi dal sole, ma io non ho mai visto nessuna immagine di beduini del deserto con gli occhiali da sole. E non mi risulta che i beduini siano ciechi o ci vedano male. Comunque. Era una pubblicità di occhiali da sole Clebbino. Sopra la testa del signore c’era scritto Clebbino, e sotto il mento c’era scritto “Perché tu sei unico. Come tutti gli altri”. Il semaforo è diventato verde allora io ho acceso lo scooter e sono ripartito, ho fatto venti metri e c’era un altro semaforo rosso, ho spento lo scooter. Stavo iniziando a sentirmi male, non so perché. Mi davano fastidio i cartelloni pubblicitari, i riflessi del sole sulle carrozzerie metallizzate delle auto (forse avevo bisogno di un paio di occhiali da sole), i colori dei semafori, i clacson delle auto, l’odore di bitume, e altre cose di vario genere, allora quando il semaforo è diventato verde ho girato a destra invece di andare dritto e invece di andare verso il centro sono andato verso la periferia, e dopo verso la campagna, ero su questa stradina dritta e a destra e sinistra c’erano solo campi coltivati e puzza di merda e mi sono sentito subito meglio, molto meglio. Allora ho fermato lo scooter sul ciglio della strada vicino a questo campo concimato con la merda, sono corso in mezzo al campo e ho affondato le mani nella terra fresca e nella merda, e ho pianto, non ho quasi mai pianto così bene.
Poi sono tornato allo scooter e sono andato a consegnare le pizze in centro. Sul campanello, accanto al nominativo dell’acquirente delle pizze, c’era un cerchietto, il segnale. Ho aperto i cartoni e ho sputato nelle due pizze. Poi ho suonato il campanello e sono salito. “Le pizze sono fredde” ha detto il signore che mi ha aperto, dopo aver aperto i cartoni per controllare “e poi cos’è questa puzza di merda?”. “Sono le mie mani, signore, non si preoccupi. Ho immerso le mani nella terra concimata con la merda. La pizza non c’entra” ho pensato che era meglio dire la verità, qualsiasi cosa mi fossi inventato non sarebbe stata credibile. Il signore ha strabuzzato gli occhi “Santiddio” ha detto “ci manca solo che mi sputi nelle pizze”, “già fatto” ho detto io, che ero in vena di verità. Il signore non ha più detto niente, mi ha pagato le pizze (niente mancia, come previsto) e mi ha praticamente sbattuto la porta in faccia. Avevo ancora un po’ di terra e merda sotto le unghie, le ho annusate.
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