Tag

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us

Una grande verità

by blogghino (04/07/2008 - 14:00)

Ieri sfogliavo un giornale di moda, c’erano i servizi di moda con le topmodel, vorrei dire una cosa alle donne di tutto il mondo. Probabilmente per farlo dovrei parlare dal balcone di piazza San Pietro, ma siccome non credo di avere la possibilità di venire nominato papa nell’immediato, temo che questa possiblità mi sia preclusa, e allora quello che devo dire lo dico qui, non sarà a tutte le donne del mondo ma pazienza. La cosa che voglio dire è: donne, guardate che a noi uomini le topmodel quelle di adesso ci fanno cagare. Non sono mica belle. Così magre, così tristi. Sono sexy quanto un palo della luce. No, un palo della luce in effetti sorride di più, e poi almeno fa luce. Le topmodel mi deprimono mortalmente. Mi fanno pena. E attenzione, non sto dicendo che “sono così belle da sembrare finte”, o cagate del genere, no; non sono affatto belle, sono proprio brutte. Brutte. - Sono brutte le topmodel. Sono magre e tristi - ho detto ierisera ad Armenia. Eravamo seduti sul divano e per farci un po’ di fresco ci sventolavamo con delle riviste. Provate a leggere una rivista mentre la usate per sventolarvi. È difficilissimo. Io avevo queste modelle racchie che mi ballavano davanti agli occhi e mi deprimevano.
- Cosa vorresti dire - ha detto Armenia.
- Quello che ho detto.
- Perché lo stai dicendo a me?
- Come sarebbe. No, aspetta un attimo. Non è riferito a te, ovviamente. Tu sei bellissima.
- Cosa vuoi dire? Non è riferito a me eh? Perché io sono grassa, non è così?
- No! No! Tu sei perfetta! E infatti tu mi piaci, invece queste qua
- Ti sembro grassa, questo mi stai sottilmente dicendo
- Ma che sottilmente e sottilmente, ti sto solo dicendo che le top model sono a zero impatto erotico mentre tu
- Mentre io sono grassa. Neanche tanto sottilmente.
Mi sono alzato e sono andato in camera. Avevo certi nervi. Non potevo crederci. Sono uscito sul terrazzino. Faceva caldo, ora che non avevo più la rivista per sventolarmi. Il sudore mi colava lungo la schiena. D’accordo, non era il balcone di piazza San Pietro, ma meglio di niente. Ho preso un gran respiro e incrociando le braccia ho urlato nella sera:
- Le topmodel fanno schifo al cazzo!
- E tu sei frocio! – ha risposto subito una voce, da qualche altra finestra.
- E tu scommetto che sei negro! – ho urlato io, fuori di me. Poi, spaventato, sono rientrato e sono tornato nel soggiorno.
- Ti ho sentito – ha detto Armenia -. Prima dài della grassona a me e poi te la prendi con i neri. Sei uno schifoso maschilista razzista.
Ho infilato la porta di casa e facendo le scale di corsa sono uscito, senza dire una parola. Ho corso sul marciapiede per dieci minuti, a perdifiato. Quando finalmente il cuore stava per scoppiarmi mi sono fermato, appoggiandomi a un palo della luce. La testa mi girava. Ho guardato in su, verso la luce bianca del lampione. Toh. Guarda chi c’è qua.
- Ehilà – ho detto. Con la mano ho saggiato la soda rotondità del palo – sai che non sei niente male, stangona. Te l’ha mai detto nessuno che quando sorridi fai luce?

Vota questo post


Commenta:




(Inserisci qui l'indirizzo del tuo blog o del tuo sito personale)

Scrivi le cifre che leggi nel box

(In questo modo si prevengono gli invii automatici)