Ascensione, angolazione, quarta dimensione
Entro in ascensore, ma non mi giro verso l’uscita. Rimango in un angolo a fissare lo spigolo delle pareti, come in punizione. Sento alle mie spalle le porte che si stanno chiudendo. Sento un rumore di tacchi. Chiudo gli occhi. Le porte si chiudono. Ho un brivido. Qualcosa, immagino un dito, mi picchietta la spalla. Mi giro di scatto. Nell’ascensore c’è una donna che non ho mai visto prima.
- Chi è!
- Oddio! Ma è matto?
- Ma che vuole?
- L’ho disturbata per caso? Era per dire che ci sono anch’io. Quarto piano, grazie.
- Mi fa piacere. Il pulsante è lì.
- Cafone.
- E va bene. Ecco fatto. Contenta? Quarto piano.
- E lei?
- Io cosa.
- A che piano va, lei.
- Ma che vuole? Quarto.
- Già.
- Già! Aspetti un attimo: wow! È questo che voleva dire? Quarto piano! Entrambi! Colpo di scena! Va bene così?
- Si sente bene?
- Abitiamo allo stesso piano! Ah! Niente è per caso, non è così! Eppure non ci siamo mai incontrati prima, come mai? Cose folli, in questo condominio!
- È proprio qua che la volevo
- Cose folli! Ai confini della realtà! Che altro potrà mai succedere? Non oso neanche
- Invece ci siamo incontrati un sacco di altre volte.
- Ah! Ecco! Ci siamo arrivati! Doppio colpo di scena! Apertura di una quarta dimensione! Squarci nel’universo! Buchi neri ascensionali!
- Ma senta. La pianti, insomma. È lei che
- Il passato e il futuro si aggrovigliano! Gente che parla al contrario! Il sole sorge quadrato!
- Siamo al piano. Permesso.
- Permesso? Permesso? Ma non c’è bisogno! Mi passi attraverso! In questo universo fuori di sesto tutto è possibile! Improvvisamente mi sento vicino alla verità!
- Come no, a un passo.
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