Lavoro Intellettuale
Stamattina sono andato a trovare mio zio Piero. Prima di entrare in casa sua ho finito di ciucciare il mio ClebbaLecca al gusto di Indolenza, e ho buttato lo stecco, per evitare che zio leggesse la marca del prodotto scritta sullo stecco. Come ho giù detto, zio Piero è allergico alle marche e alle etichette dei prodotti, gli basta leggerle per avere una crisi. Mentre zia Scimunetta sbucciava piselli in cucina, zio Piero ascoltava lo Stabat Mater di Pergolesi nel suo studiolo. Io stavo con lo zio e facevo finta di ascoltare lo Stabat Mater di Pergolesi, in realtà stavo facendo la raccolta differenziata tibetana dei pensieri.
Si prendono i pensieri e li si incasellano per categorie e generi. Una volta effettuata questa procedura di identificazione, se ne valuta l’inutilità e li si butta. Di solito il 95% dei pensieri è inutile. Il processo di raccolta differenziata tibetana dei pensieri viene svolta da una categoria speciale di pensieri, quelli che il mio maestro chiamava Pensieri Pinza. Coi Pensieri Pinza si afferra un pensiero che galleggia nel mare indistinto di pensieri, lo si classifica e lo si incasella infine nell’apposito Raccoglitore Mentale. I pensieri che giacciono nella montagna di merda che abbiamo in testa vengono chiamati per comodità Pensieri Inerti. I Pensieri Pinza sono in sostanza gli utensili che servono a compiere il lavoro. I pensieri sono bastardi, uno solo può figliarne un numero infinito, ecco perché bisogna stare attenti a quello che si fa mentre si fa la raccolta differenziata tibetana dei pensieri. Ad esempio, mettiamo che io decido di procedere con la raccolta differenziata dei pensieri pornografici (qui la mole di lavoro di solito è pazzesca). Ora, nel momento che penso “adesso raccolgo i pensieri pornografici”, ecco che ho generato subito un nuovo pensiero, cioè il pensiero di raccogliere i pensieri pornografici. Questo nuovo pensiero diventa il Pensiero Pinza con il quale vado a rovistare in mezzo ai Pensieri Inerti per trovare i pensieri pornografici. Una volta che ho stipato tutti i pensieri pornografici nel Raccoglitore Mentale dei pensieri pornografici, in teoria posso buttare anche il Pensiero Pinza che tanto non serve più, altrimenti finisce che ho liberato la mente di un sacco di Pensieri Inerti inutili e me la ritrovo piena di Pensieri Pinza. Una volta ho fatto casino, ho esagerato e ho buttato via anche il pensiero “raccolta tibetana differenziata dei pensieri”, col risultato che non sapevo più quello che stavo facendo prima e sono rimasto imbambolato per mezz’ora seduto alla mia postazione di lavoro, con un filo di bava che mi scendeva dall’angolo destro della bocca.
- Bello, eh? fa mio zio Piero alludendo allo Stabat Mater.
- Bellissimo, zio.
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