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Ascensione, interruzione, risoluzione

by blogghino (23/09/2004 - 09:59)

Entro nell’ascensore, mi giro verso l’uscita.

Forse dovrei smetterla, di girarmi verso l’uscita ogni volta. Potrei rimanere fermo dando le spalle all’uscita, tanto più che posso guardare alle mie spalle attraverso lo specchio dell’ascensore. È capitato, in passato. Ma ecco perché non lo faccio più: se resto girato verso lo specchio, vedo la mia faccia. Se entra qualcuno alle mie spalle, anche lui vede la mia faccia riflessa. Certo vedrebbe la mia faccia comunque, anche e meglio se io fossi girato verso l’uscita, cioè verso le persone in entrata. Ma non sarebbe la stessa cosa: in quel caso lui vedrebbe la mia faccia, ma io non vedrei la mia. Invece, fissando lo specchio, entrambi potremmo vedere la mia faccia, nello stesso istante, anche se si tratterebbe soltanto della mia faccia riflessa nello specchio. E questo ha qualcosa di abominevole, se ci si pensa. Ecco perché preferisco girarmi verso l’uscita e dare le spalle allo specchio.

Le porte stanno per chiudersi davanti alla mia faccia, quando entra nell’ascensore una donna che non ho mai visto, un’estranea.

- A che piano, signora?

- Quarto, grazie.

- Ma guarda.

- Che cosa?

- Anche io salgo al quarto, lei abita in questo palazzo?

- Sì.

- Abita al quarto piano?

- Purtroppo sì.

- Che strano.

- È strano che io abiti al quarto piano?

- No, è strano che abitiamo allo stesso piano ma che non ci siamo mai incontrati prima.

- È qui che si sbaglia, ad ogni modo... siamo arrivati, permesso.

- Un momento, come sarebbe che mi sbaglio?

- Lo sa benissimo che abitiamo allo stesso piano, ci incontriamo più volte a settimana, su questo stesso ascensore, e ogni volta –

- Io non l’ho mai vista, lei si sbaglia.

- ogni volta è la stessa storia. Mi lascia passare adesso?

- Lei, lei, questo è uno scherzo, vero?

- Ha mai pensato di farsi vedere da un medico?

- Va bene va bene molto divertente, adesso lei mi dice che è uno scherzo, uno scherzo condominiale, io non c’ero all’ultima riunione di condominio, non ci vengo mai, così vi siete messi d’accordo e –

- Mi lasci, prego.

- Forse deve farsi vedere da un medico, non crede?

- Io? IO? LEI DEVE FARSI VEDERE DA UN MEDICO.

- CHE FA, URLA?

- CERTO CHE URLO, E SE NON MI LASCIA MI METTO A URLARE SUL SERIO.

- Si calmi, la smetta di dimenarsi così o...

- Ma che fa? Si riabbottoni subito, che fa?

- Shhh, ecco, guardi, adesso sistemiamo tutto –

- Tolga la mano, si levi, l’ascensore, si sta richiudendo l’ascensore.

- E lei apra la camicetta, così –

- Io, oh.

- Ecco. Ecco.

- L’ascensore... si è bloccato. Aspetta.

- Meglio così no? Si rilassi...

- No, sul serio, fermati. È bloccato. Cazzo, lo sapevo che sarebbe successo prima o poi.

- Ma scherzi?

- Guarda, non va più. Cazzo.

 

...

 

- Lo sapevo!

- E càlmati, adesso chiameranno qualcuno no?

- Tu e le tue idee! Questa storia dell’ascensore, non potevamo inventarci qualcos’altro?

- A me piaceva, insomma, è andato sempre tutto bene no?

- Ah e secondo te la signora Assunta non ha capito, dici? Hai visto mai come ci guarda quando ci incrocia? Mi manca l’aria.

- Senti, ma se io guardo me riflesso nello specchio, e tu guardi me riflesso nello specchio, stiamo davvero guardando la stessa persona? In quanti cazzo siamo qua dentro?

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