Uno sforzo minore
Accompagno mio padre dal ferramenta, lui compra venti tasselli in nylon Fischer tipo s e venti viti panel bronzate, io compro un sacchetto di graffette metalliche.
Quando usciamo mio padre mi chiede:
- Perché hai comprato dal ferramenta una cosa che potresti comprare in cartoleria?
- Che problema c’è, ho visto che le avevano e le ho comprate. Se la ferramenta vende anche articoli di cartoleria, io mi adeguo.
- Uno dal ferramenta compra cose da ferramenta. Tu sei di quelli che al supermercato comprano le riviste e in edicola le videocassette e in videoteca i popcorn, ci scommetto. Guarda, hai una scarpa slacciata.
- Sì, io non mi ricordo più come si allacciano le scarpe.
- Fattelo spiegare da Burkard Polster.
- Chi è?
- Un matematico australiano che ha studiato la questione. Reggi il sacchetto.
Mio padre mi passa il sacchetto con i tasselli e le viti, si piega sulle ginocchia e mi allaccia le scarpe. Mi sembra che ci metta una vita, infatti quando si rialza e lo guardo in faccia sembra più vecchio.
- Tua madre sta male – dice.
Io guardo il nodo che mi ha fatto.
- Che cosa c’entra adesso? – dico.
- Che cosa c’entra cosa?
- Che cosa c’entra con Burkard Polster.
- Tua madre è malata, idiota.
- È grave?
- Sì.
Le viti panel che ha comprato mio padre hanno la testa svasata piana e sono ideali per avvitamenti senza preforo su pannelli truciolari, legni naturali, materiali termoplastici, lamiere sottili. Il loro filetto liscio fa sì che l’avvitamento richieda uno sforzo minore, una minore usura degli utensili, un minore spanamento delle cave, una maggiore facilità di fermate e ripartenze rispetto alle altre viti.
- A che ti servono le graffette? – chiede mio padre.
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