Quello di cui la gente ha davvero bisogno

L’altro giorno ero in fila alla cassa del supermercato, quando la signora davanti a me ha fatto una cosa terribile. La sua spesa stava sfilando sul nastro trasportatore e lei aveva già iniziato a imbustarla, quando la cassiera ha preso in mano un sacchetto trasparente con dentro una papaya dicendo: signora, guardi che non ha pesato la papaya, manca il talloncino, vuole andare a pesarla? La signora ci ha pensato su tre secondi e poi ha detto: no guardi, non fa niente, non la prendo.
Io ero allibito. “ALT!” ho detto, facendo sobbalzare la cassiera e la signora. Ho smesso subito di mettere la mia spesa sul nastro trasportatore e mi sono avvicinato alla signora.
- Come sarebbe che non prende la papaya? – ho detto.
- Che la lascio qua, pazienza, in fondo non è così importante.
- Ah non è importante? E allora scusi perché l’aveva presa?
La signora ha ruotato gli occhi a destra e sinistra, si è stretta nelle spalle, ha risposto:
- Boh, vedendola mi era venuta voglia ma poi in fondo non è che mi serve, l’ho presa così.
La cosa stava per mandarmi fuori dai gangheri.
- Ah l’ha presa così, senza pensarci tanto – ho detto io.
- Esatto – ha convenuto la signora.
Allora io ho cominciato a tirare fuori le cose che la signora aveva messo nelle buste.
- Vediamo, e questa cosa le serve davvero? – ho chiesto, estraendo uno spazzolino elettrico.
- Be’, no – ha detto la signora, balbettando.
- E quindi togliamo anche questo – ho detto, passando lo spazzolino alla cassiera – e poi vediamo cos’altro abbiamo qui: delle schiacciatine confezionate. Sono proprio necessarie?
- Ecco. Io. No, direi di no – ha detto la signora.
Ho passato le schiacciatine alla cassiera.
La stessa cosa ho fatto con un flacone di ammorbidente, con delle scatolette di sgombro, una confezione da tre chili di asparagi Clebbino in offerta, delle solette per scarpe, una bomboletta di panna spray e una serie di cose che non mi ricordo. Alla fine tutta la spesa della signora era in braccio alla cassiera e dentro le buste non c’era più niente.
- Ecco fatto, non le serviva niente, ha visto? Ora può andare a casa – ho detto alla signora, che teneva le braccia abbandonate lungo il corpo e le tremava forte il labbro inferiore.
- Vada, vada – le ho ripetuto, dandole dei buffetti sulla spalla. La cassiera ha chiamato al telefono il direttore. Dopo trenta secondi è arrivato il direttore. Quando mi ha visto, la faccia gli si è accartocciata:
- Lo sapevo. Ancora lei – ha detto, puntandomi il dito contro.
- Buonasera – ho detto io.
- Che ha fatto stavolta? – ha chiesto il direttore alla cassiera, che le ha spiegato tutto, senza smettermi di guardarmi preoccupata. Io intanto avevo acceso lo spazzolino elettrico e mi ci stavo pettinando le sopracciglia.
- Perché ha fatto una cosa simile? – ha tuonato il direttore.
- La signora era in evidente stato confusionale nei confronti dei suoi acquisti e io l’ho soltanto aiutata, tutto qua – ho risposto.
- Lei ha spaventato a morte una nostra cliente, impedendole di fare la spesa! E la smetta di spazzolarsi le sopracciglia, perdio!
Alla fine il direttore ha chiamato l’energumeno della sicurezza e mi ha fatto accompagnare fuori, era talmente fuori di sé che si è dimenticato di requisirmi lo spazzolino elettrico e così adesso stasera potrò usarlo con Giselle per esplorare con lei nuovi territori dell’eros.
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